CROMATIANUM ......... Cenacolo culturale "Fides et Ratio"

domenica, 13 gennaio 2008

RADICI

 

 audio San Paolo - Rinaldo Fabris

martini-carlo1MARTINI: “Sento la morte come imminente”

FORUM | BLOG

http://ANGULO.unblog.fr/ 

PAMPURI UN GIOVANE CUORE IN ASCOLTO

E se vuoi un po’ di musica:

Concerto brandeburghese n.2

buon2009_pic

 

CROMATIANUM

 

rosone divino amore

 Immagine:Bandiere dal Friûl.svg

 

CENACOLO CULTURALE

Anello aquileiese def4_doppio_anello_small

Fides et Ratio Veritas et Amor

Nel XVI centenario della morte di

 CROMAZIO

Cromazio dsanto vescovo Aquileiese

408 - 2008

il Fuoco si propaga...

Cero Pasquale Cattedrale di Gorizia arton988-160x243Il Cero Pasquale della Cattedrale di GoriziaPavoni - Mosaico def4_pavoni_small

A V V I S I    

Coloro che desiderano pubblicare su questo sito

 non hanno che da far pervenire l'articolo a

nocent.angelo@gmail.com

 www.issrgo.it

EVENTI

Rammentiamo che il prossimo il 23 ottobre alle ore 18.30 presso la Sala Biblioteca Antica del Collegio "G. Marconi" a Portogruaro, Liliana Ferrari presenta il libro di Cristiano Donato "L'episcopato di Francesco Isola nella diocesi di Concordia (1898-1919)".
L'incontro è promosso da "Glesie Furlane" in collaborazione con la Diocesi di Concordia-Pordenone e l'Istituto di storia sociale e religiosa di Gorizia.
 
Il libro “L’episcopato di Francesco Isola nella diocesi di Concordia (1898-1919)” dell’udinese Cristiano Donato, si articola in un ampio saggio e un’antologia di documenti, in parte inediti.

Vi si ripercorre la vicenda del presule Isola, friulano di Montenars, drammaticamente segnata dall’aggressione subita a Portogruaro il 3 novembre 1918 da reparti del regio esercito e facinorosi locali, conclusasi con la sua rinuncia alla sede vescovile, dietro discreta sollecitazione papale su richiesta del governo italiano, in cambio di favori alla S. Sede. La cornice non è affatto priva di rassomiglianze con quanto accadde a Sedej a Gorizia in quello stesso periodo.

Segnaliamo gli incontri che vedono impegnato l'Istituto di storia sociale e religiosa nel mese di ottobre:


- il 15 ottobre p.v. alle ore 17.30 nella Sala del Consiglio Comunale di Farra d'Isonzo, Marielore Calice e Gabriele Zanello presentano la figura di Enrico de Calice (1831-1912), diplomatico e linguista, autore di traduzioni in friulano dei classici tedeschi. Coordina i lavori Ferruccio Tassin.

L’incontro è organizzato in collaborazione con la Società Filologica Friulana ed il Comune di Farra d'Isonzo.

Si allega l'invito.

- il 23 ottobre p.v. alle ore 18.30 presso la Sala Biblioteca Antica del Collegio "G. Marconi" a Portogruaro, Liliana Ferrari presenta il libro di Cristiano Donato "L'episcopato di Francesco Isola nella diocesi di Concordia (1898-1919)".

L'incontro è promosso da "Glesie Furlane" in collaborazione con la Diocesi di Concordia-Pordenone.

I più cordiali saluti.

Istituto di Storia Sociale e Religiosa
Via del Seminario, 7
34170 - Gorizia
tel.- fax:  +39.0481.530392 
www.issrgo.it

AQUILEIA METTE AL CENTRO SAN CROMAZIO
CORGNALI: FIGURA DI RESPIRO INTERNAZIONALE
 
Cromazio dCiviltaCristiana.it: Fonte, Avvenire -
 
«Finalmente la figura di Cromazio è uscita dai circoli culturali privati per assumere una valenza internazionale»:
lo ha detto all’agenzia Sir monsignor Duilio Corgnali, presidente del Comitato nazionale San Cromazio, all’indomani della conclusione del convegno internazionale «Cromazio di Aquileia e il suo tempo».
 
La manifestazione, uno dei principali appuntamenti dell’Anno cromaziano che celebra il 16° centenario della morte di Cromazio (vescovo di Aquileia dal 388 al 408) ha riunito per tre giorni nell’antica sede del patriarcato, in provincia di Udine, i maggiori studiosi internazionali di antichità cristiane e «ha permesso – ha spiegato ancora Corgnali – di elaborare un quadro completo del pensiero del grande vescovo e del ruolo ricoperto da Aquileia fra il quarto e il quinto secolo».
 
  Secondo il presidente del Comitato, gli interventi hanno fornito «indicazioni molto attuali sulla pastorale che anche oggi, in un mondo profondamente mutato, si deve attuare» e «hanno dato nuovo impulso alla ricerca a livello internazionale». Tra le iniziative ancora in programma, una mostra d’arte che verrà inaugurata a novembre e diversi incontri e pellegrinaggi nei prossimi mesi sui luoghi cromaziani, fino all’atto conclusivo, in programma nel marzo del 2009, per il quale Corgnali auspica la presenza del Papa.
 

 

 marina garaventa la principessa sul pisello

   

Paolo VI -1963-1978

Buona Visione con : "Paolo VI. Il coraggio della modernità"
 
Paolo VI nel trentesimo della morte

   poesia - poetry - poezie

SALMOTERAPIA

LE VETTE - Senza parole

IL "LASCITO" DEI PAPI AL NUOVO FRIULI-VENEZIA GIULIA   Ifriuli ed i pontefici

"Fràdis furlàns, us invìdi a tignî dûr cu lis tradiziòns, te fède cristiàne e tài valôrs dal fogolàr, e a fàju incrèssi tal cûr dài vuèstris fiis..."

EVENTI

 

Da oggi 28 Agosto 2008

Festa di Sant'Agostino Vescovo

una scelta di vita:

La REGOLA della COMPAGNIA...

 

 (1 Corinti 9, 1-23)

" Guai a me se non  evangelizzo! " 

 Veniamo da qui...

Gerusalemme Muro del Pianto

Guarda il video (musica e immagini)
Necessari ADSL e Flash player   

yinyang3_sfumato(300x276)Ratzingher - Visione del Mondo

EVENTI
 
Il Patriarca di Mosca e di tutta la Russia, Alessio II, mentre celebra la Divina e Santa Liturgia 

Alessio II la Divina Liturgia galleria fotografica_1_lg

Possibile un incontro ad Aquileia

 tra Alessio II e  Benedetto XVI ?  

 "Gareggiate nello stimarvi a vicenda" (Rom 12,10)

"Ciascuno di voi, con tutta umiltà, consideri gli altri superiori a se stesso" (Fil 2,3)

  •  Alessio II: "Roma ascoltaci..."

    CONOSCERCI PER AMARCI: 

        ortodossia 1 

    Bartolomeo i e Benedetto XVI NWS-1345535

    >>>>Bartolomeo I a Grado - Aquileia - Trieste

     

  • aquileia 060910pueri21a


    OMELIA plurilingue

    da http://www.natisone.it/messe/messe294.htm

    "urbs primaria in decima regione Italiae"

    Aquileia

     ecclesia mater 

    Te Deum laudamus, Te Dominum confitemur!

    Alleluia !

    Aqileia il Pater noster 060910pueri27a


    PATER NOSTER

     

     Benedetto sedici b87036d3f4375bd2cb7783f659560ac3Cromazion d"Cromazio fu sapiente maestro e zelante pastore. Il suo primo e principale impegno fu quello di porsi in ascolto della Parola, per essere capace di farsene poi annunciatore: nel suo insegnamento egli parte sempre dalla Parola di Dio, e ad essa sempre ritorna. Alcune tematiche gli sono particolarmente care: anzitutto il mistero trinitario (...) Poi il tema dello Spirito Santo (...) Ma con particolare insistenza il santo vescovo ritorna sul mistero di Cristo. Il Verbo incarnato è vero Dio e vero uomo: ha assunto integralmente l’umanità, per farle dono della propria divinità".Cromazio visto da Benedetto XV 

     

    Cromazion d"La tromba squillante della tua carità ardente e schietta è risuonata fino a noi, diffondendo l'eco di grandi imprese a tanta distanza e raggiungendo i confini del mondo. Anche noi, pur se così lontani, conosciamo, al pari di chi sta vicino, la tua carità ardentissima e piena di fuoco, la tua parola franca, la tua inflessibilità adamantina" (GIOVANNI CRISOSTOMO, Lettera 155 (PG 52, 702)
     
    Cromazion d"Vostra madre, pari a voi nella santità, vi è superiore perché ha avuto il merito di generare tali figli; il suo seno si può veramente dire che è d'oro...
    Tutti ammiriamo le vostre sorelle, che hanno trionfato sulla debolezza del sesso e sulla vanità del mondo; esse attendono l'arrivo dello sposo con una abbondante provista di olio.
    O casa fortunta, dove abita la vedova Anna, le vergini profetesse, e uno che come Samuele è nutrito nel tempio!
    O felice dimora, dove ammiriamo una madre ornata con le corone dei martiri Maccabei!" (GIROLAMO, Lettera 7, 6 (PL 22, 340)
     
    Cromazion dIN UN GIORNO DI MERCATO
     
    "Se il mercato racchiude il motivo che ciascuno per propria utilità venda ciò che gli è superfluo o acquisti ciò che gli manca, è giusto che anch'io proponga la merce che mi ha affiato il Signore, cioè la predicazione celeste; il Signore ha scelto me anche se il più piccolo e indegno tra i servi suoi ai quali ha affidato i talenti per trafficarli e farli fruttificare...
    Fratelli, desidero proporvi quelle perle preziose delle beatitudini dedotte dal santo vangelo; aprite quindi i tesori del vostro cuore, comprate, ricevete con avidità e possedete felicemente" . (San CROMAZIO d'Aquileia S.41,1)
     
    Cromazion d"BEATI I POVERI IN SPIRITO, perché di essi è il regno dei cieli" (Mt 5,4)
    Fratelli, meraviglioso è il principio della dottrina celeste! Non incomincia dal terrore, ma dalla beatitudine; non suscita timore ma piuttosto desiderio. Come un arbitro ed organizzatore di spettacoli tra gladiatori, propone un premio significativo a coloro che lottano in questo stadio spirituale, perché, guardando il premio, non abbiano paura della fatica e non tremino di fronte ai pericoli. Dunque "Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli".
    Non ha detto semplicemente e senza precisare "beati i poveri", ma ha aggiunto: "poveri in spirito". Infatti, non ogni povertà è beata, perché spesso è conseguenza della necessità, talvolta è causata dai cattivi costumi e anche dall'ira divina.
    Beata è dunque la povertà spirituale, quella cioè di quegli uomini che diventano poveri per Dio nello spirito e nella volontà, rinunciando ai beni del mondo, ed elargendo sponataneamente le proprie sostanze. Essi sono detti giustamente "beati", perché sono "poveri in spirito e perché di essi è il regno dei cieli"; infatti, mediante la povertà volontaria acquisiscono le richezze del regno celeste". ( S. Cromazio d' Aquileia, Sermone 41, 2) 
    Cromazion dLA LETTURA DEL VANGELO, FONDAMENTO DI SALVEZZA.Ci sono state proposte molte letture, ma che cosa possiamo dire di meglio del Vangelo dove ha il suo fondamento la nostra salvezza? E' un bene certamente la lettura dei profeti, però un bene maggiore è la lettura del Vangelo, perché nella lettura profetica c’è una previsione, mentre nel Vangelo è manifestata la verità. Le parole profetiche sono oscurate dalle nubi del mistero, mentre le parole evangeliche sono illuminate dallo splendore del sole di giustizia. (Cromazio di Aquileia, Sermone 19,1)
     
     
     

    bonifacio martire istrianoIL REGALO DI CROMAZIO:
     
    Don Francesco Bonifacio
    EVENTI 
     

     PSICOLogi & PSICHIatri

    Perché dolori in me anima mia? "ANIMA MEA"

    RON COLEMAN foto_coleman_internetRON COLEMAN e le "voci"

    "La guarigione dalla malattia mentale è stata una questione che mi ha interessato probabilmente dal primo giorno che entrai o piuttosto fui trascinato, nell'unità psichiatrica Royal Free Londra. Fu il giorno in cui uno psichiatra, che mi aveva conosciuto da meno di un'ora, concluse che soffrivo da una malattia mentale chiamata SCHIZOFRENIA. Questo incontro di un'ora cambiò la mia vita intera"  schizofrenia guarire è possibile  

                                 Ivan Illich Foto

    IVAN ILLICH: nato a Vienna il 4 settembre 1926 da padre croato e cattolico...

    "La corporazione medica è diventata una grande minaccia per la salute".
     
    "Diciamo una preghiera: "Non lasciateci soccombere alla diagnosi ma liberateci dai mali della sanità!". 

     

     Bertali Marco psichiatra psicologo  

      Si è formato in psicoterapia con indirizzo psicosintetico e logoterapico. Ha inoltre approfondito l’ipnositerapia e lo studio degli stati modificati di coscienza, avvicinandosi alla meditazione e a tecniche psico-somatiche di derivazione yoga tra cui l’arhatic yoga e il pranic healing.
     
    È membro dell’Associazione Europea di Psicologia Transpersonale, e dal 1983 lavora come psichiatra a Gorizia presso il Centro di Salute Mentale “Alto Isontino Integrato.

    Bertali Marco psichiatra psicologo  

     
    EVENTI
     

    Riceve senza appuntamento.
    NO ticket.
     
     

     PAOLO EMILIO BIAGINI 

    Biagini Paolo Emilio peb

    Nato a Tolmezzo (UD) il 4 febbraio 1956, è sposato felicemente ed ha cinque figli (quattro propri ed uno in affido).

    Si è laureato nel 1981 in filosofia a Trieste con una tesi dal titolo I concetti di persona e comunità  nel pensiero di Emmanuel Mounier.
     
    È docente di ruolo in storia e filosofia nei licei. Negli anni accademici 1997/1998 e 1998/1999 ha svolto un seminario di Filosofia della storia sul tema: Il concetto di progresso. Dal mito alla crisi. Analisi storica di un percorso filosofico e viceversa presso la facoltà di Scienze Politiche dell'Università di Trieste. Gestisce un sito (http://space.virgilio.it/paoloemiliobiagini@tin.it/) dedicato-- tra l'altro -- alla vita e all'opera di Emmanuel Mounier.
     
     
     

     ANGELO NOCENT

    Nocent Angelo R a05b9269cd5777008be1930a718754f2ANGOSCIA?

    C'è posta per te. 

     

    Corri... L'angoscia come amica

    Il mio Psicoterapeuta si chiama  Gesù

    Rose rosa 258475851_ac0ef6ca2cLa mia donna si chiama Maria

    MISSION - GR Company

    EVENTI
     

    Fra Raimondo 8 Marzo 2007IMG_2103bis[1]Come si fa con i libri,

    questo blog vorrei dedicarlo a un amico,

    frate friulano, di Virco di Bertiolo

    (Udine), che da poco  ci ha lasciati:

     Fra Raimondo Fabello dei

    Fatebenefratelli.

    Questo friulano che ha ricoperto cariche importanti nell'Ordine, così sentiva la sua missione:

     "La ragion d’essere dei Fatebenefratelli nella sanità e nei servizi sociali è descritta nelle loro Costituzioni ed è espressione del Carisma dell’Ospitalità: “…cooperiamo alla edificazione della Chiesa servendo Dio nell’uomo sofferente (Cost.1).

    Il carisma dell’Ospitalità (…) porta a configurarci con il Cristo compassionevole e misericordioso del Vangelo, il quale passò per questo mondo facendo il bene a tutti «e curando ogni sorta di malattie ed infermità» (Cost.2)

    Pertanto, essendo i loro Centri, opere della Chiesa, ogni iniziativa nasce dal bisogno del malato, soggetto del loro operare. Per questa ragione, da tempo richiamano i responsabili apicali, amministrativi e sanitari, “alla loro responsabilità manageriale che esige venga data, nei Centri, la debita attenzione ed il dovuto spazio alla spiritualità ed alla religiosità rispettando le attività formative ed operative ad esse attinenti.

    La pastorale tende a qualificarsi ed a porsi allo stesso livello di competenza e di servizio di altre discipline, in consonanza ed integrazione con gli altri interventi per dare una risposta integrata e globale ai vari bisogni del malato”.

    (Fra Raimondo Fabello, Priore Provinciale, incontro con i responsabili apicali del 21 settembre 1995). http://fraraimondo.splinder.com/)  

    I FATEBENEFRATELLI

     IN GORIZIA

    Un giorno da questa Chiesa Madre parte a irradiare la "Buona Notizia", un figlio che porta in germe il suo antico carisma di "Chiesa ospitale" fondata dai discepoli dell'evangelista Marco, sul "Sacramentum Hospitalitatis" che è il Pane spezzato "Pro mundi vita". 

      350 anni di storia condivisa

    San Giovanni di Dio e frati fichero_11446_20070323

     

     

    Questo sito è nato il giorno dopo aver celebrato, con le autorità religose, civili e la popolazione, il 350.mo anniversaro della presenza dei  FATEBENEFRATELLI  in Gorizia. 

    Invitato a prendere la parola nella serata commemorativa dell'11 Gennaio 2008, ho dovuto chiedermi il senso di tale celebrazione e documentarmi. Così mi sono accorto che, dei sedici secoli che ci separano da Cromazio, non possono essere sottaciuti quelli fecondi di opere e di meriti, per la presenza di questi religiosi nel tessuto connettivo del Patriarcato. Essi sono stati presenti e determinanti  proprio quando si verifica uno dei  momenti più cruciali della sua storia.

    All'epoca (1656) chiamati dapprima i Gesuiti, le Madri Orsoline, i Minori Francescani, i Carmelitani e le Clarisse ad arginare l'avanzata del Protestantesimo fattosi più minaccioso con la guerra dei Trent'anni e colla pace di Westfalia, ben presto ci si accorse che mancava una presenza essenziale, senza la quale, le altre avrebbero potuto accentuare le divisioni più che unire e lenire i patimenti della povera gente.

    Va detto che  nella pentola bolliva del buono e del gramo. Una zuppa di pesci: la religione, la politica, il potere, i titoli nobiliari, le proprietà...E c'era qualcuno che  voleva "creare, o meglio raffermare, le premesse per fare di Gorizia la città vescovile della parte vastissima del Patriarcato d'Aquileia soggetto all'Austria", come ha scritto lo storico Enrico Marcon, Canonico della Metropolitana, professore del Seminario Teologico Centrale di Gorizia e Libero docente di Storia della Chiesa all'Università di Trieste, al quale faremo ricorso ogni volta che parleremo di Chiesa, Frati e Politica di questi 350 anni.

    Il Marcon sottolinea  che a Gorizia c'erano i dotti, i sapienti, gli spirutualisti, la cultura, la ricchezza, i nobili...

    "Mancava però l'istituzione che al di fuori di simili intrighi e solo intenta ad alleviare le miserie e le soferenze dei poveri più abbandonati e indigenti, in maniera ben più luminosa e umile, ma più efficace delle predicazioni dei Carmelitani e dei Cappucini e della cultura dei Gesuiti, doveva, con le opere di misericordia, dimostrare l'eterna vitalità dell'essenza del Vangelo sulla carità verso il prossimo; pratica affermazione concreta del più sublime ed eroico apostolato e risposta più solenne  di confutazione dell'errore protestantico".

    In altre parole, al "sola fides" dei Protestanti, la Chiesa Cattolica Cattolica non poteva rispondere solo dialetticamente. Mettere in campo  la cultura Gesuitica, promuovere la dialettica teologica, era necessario. Ma non sufficiente. La sfida, la carta vincente, era un'altra.   Bisognava mandare un segnale forte e convincente: "la fede senza le opere è morta". E andò proprio così.

    Il Marcon annota: "Ultimi nella chiamata, ma primi nel sacrificio, il FIGLI DELLA MISERICORDIA di San Giovanni di Dio vennero a Gorizia per iniziare quella missione di carità e di olocausto verso i sofferenti nell'armonioso concento delle altre istituzioni religiose, e continuarla coll'impeto amoroso per olre i tre secoli che ci dividono da quell'aurora incuorante, fino ad oggi, quando altre istituzioni pure più radicate e grandiose scomparvero negli abissi del tempo".(In "I Fatebenefratelli in Gorizia 1656 - 1956")

    No, non c'è solo il passato, c'è anche il nuovo che avanza. E i Fratelli di San Giovanni di Dio dovranno restare sulla scena, da protagonisti, anche ora che sono finalmente caduti gli ultimi confini che offendevano la dignità di un popolo di fratelli. Perché ci sono ancora da lenire e curare le tante segrete ferite del cuore provocate da eventi che si tenta di esorcizzare, ch e si vorrebbero sepolti.

    L'anno Cromaziano è una buona occasione per riscoprire le radici della Chiesa madre, la teologia della carità del Santo Vescovo, il suo sogno di Chiesa edificata sulle orme della comunità di Gerisalemme. Della sua riconosciuta  "hospitalitas" rispettosa che a tutti apre le porte, a ognuno dona il Pane della Parola, tutti fa partecipi della sua mensa e a nessuno impone mutamenti culturali e linguistici, si sentirà tanto parlare, per via delle testimonianze pervenuteci: Gerolamo, Giovanni Crisostomo... 

    Se i mosaici di  Aquileia hanno raggiunto quei livelli di eccellenza e di armonia che conosciamo, essi oggi  sono lì a ricordarci il grande mosaico dei popoli che nel tempo s'è frantumato e che ora tocca a noi ricostruire dopo le dolorose devastazioni della storia.

    Ognuno dovrà fare la sua parte, grande o piccola che sia. Ma con il canto sulle labrra che Paolino vescovo ci ha tramandato da Cividale:

    Ubi caritas et amor, deus ibi est.

    Congregavit nos in unum Christi amor...

    La celebre sequenza latina è stata concepita proprio nel segno dell’ospitalità accogliente: essa ha influenzato la cultuta cristiana aquileiense, divenuta casa ospitale di tanti popoli.

  • BertioloVircoCh

    A lui, per i funerali, ho scritto di getto questi versi che sintetizzano i 1600 anni che stiamo celebrando. Ho cercato di far sprigionare almeno un poco del profumo dell’antico canto che qui ho titolato ALMA MATER. 

  • Signore, il sangue ci ribolle nelle vene

    soltanto a pronunciare il nome di Aquileia,
    l’antica Chiesa, Madre delle Chiese,
    dal litorale all’entroterra ai monti.
     
    Sul fondamento degli apostoli creata
    e rifiorita per il sangue generoso
    dei numerosi santi martiri suoi figli,
    la mansuetudine distinse i Patriarchi.
     
    Dei santi Ermacora, Felice e Fortunato,
    Taziano, Dorotea, Cromazio, dei Canziani,
    di tanti altri ancora è viva la memoria,
    fede che si tramanda come un patrimonio.
     
    Nel Patriarcato, a Cividale è nato l’inno
    dell’ Ubi caritas et amor che la Chiesa
    ha fatto suo nella Liturgia Latina
    e canta il Giovedì di Settimana Santa.
     
    E’ che Paolino, convocando lì il Concilio,
    ha messo nelle strofe il suo programma
    che è preghiera e insieme azione missionaria
    per ricondurre le diversità nell’ Unum.
     
    Dice che pecore venute da ogni parte,
    se formano un sol gregge lo si deve a Cristo;
    il trepidare che si prova a stare insieme,
    solo da Lui ci può venire, il Dio vivente.
     
    “Dei radunati, no, nessuno si disperda!
    Fate attenzione a non dividervi nel cuore.
    Basta con le discordie, l’odio, via le liti
    e che fra tutti noi, diversi, regni Dio.”
     
    “La carità congiunge pure se lontani,
    separa invece la discordia anche in casa.
    Se Cristo ha dato la sua vita per amore,
    il voler bene a Dio è amarci gl’uni gl’altri”.
     
    Raimondo, figlio della Chiesa Aquileiese,
    dispersa in apparenza ma nei cuori unita,
    Dio t’ha voluto altrove come missionario
    dell’ospitalità dei santi Patriarchi.
     
    Cero Pasquale Cattedrale di Gorizia arton988-160x243Con il carisma del gran santo di Granada
    L’hai mescolata, fusa, trasformata in cero
    e la sua fiamma brilla sulla tua persona
    e scalda e accende nuovi cuori alla missione.       (Angelo Nocent)

     

     


    Fra Raimondo con il Santo Padre Giovanni Paolo II 4[1]Raimondo Fabello, frate degli Ospedalieri di San Giovanni di Dio, ha qui le sue radici culturali. Conoscendo la storia delle origini di quella terra che fu sua patria - La Patrie dal FRIÛL - si può comprenderne meglio la cultura ed il temperamento di questo friulano schietto, onesto e coerente con le sue idee e i suoi principi. Ogni giorno ha fatto qualcosa per la sua Patria, ormai "intercontinentale", l'Ordine Ospedaliero. Ma senza mai dimenticare l'umile borgo della sua provenienza. 

    Diaspora per molti corregionali che da sempre partono in cerca di fortuna per il  mondo, la partenza dei Fabello, da una Frazione agricola alla Città, destinazione Mondo, ha un solo nome: missione 

    san_rafael_Salzillo439

    San Raffaele arcangelo con lo scapolare dei frati, l'abito          ricamato di melograni, il cesto di pane per i poveri, il pesce, simbolo della medicina.                                                             
    Quando il dodicenne Adolfo prende il treno per Brescia, la mamma al cimitero, non sa di avere a fianco un angelo: San Raffaele, mandato da Dio per accompagnarlo nelle destinazioni a lui ignote. Parte. E con i quattro indumenti messi insieme nella valigia dalle zie, porta nel cuore un tesoro che non sa di avere e che si tramanda da generazioni.
     
    Lo scoprirà col tempo e di questa segreta fortuna, ereditata in famiglia, ne farà partecipi tutti quelli che incontra.                    

    FRa Raimondo e Fra Pasqual Piles in udienza da Giovanni Paolo II 5[1]

    Non è esagerazione dire che il Fabello, nato a Virco di Bertiolo, un paese sperduto di trecento anime, il giorno  in cui prende il treno per Brescia, apre un solco, genera un nuovo rigagnolo d'acqua che viene dall' Ospitalità dei Padri di Aquileia per riversarsi nell'Ospitalità del Padre di Granada.                             

    Senza rendersene pienamente conto, se non adesso in cielo,  egli è destinato  ha produrre una "fusione" di storia e di carismi per farne un "Cero Pasquale" che illumini la notte del mondo. Dietro gli ordinari avvenimenti, in realtà c'è Dio che tesse i grandi collegamenti fra popoli e culture del pianeta, in una mirabile trama che non finisce mai di stupirci.                                                     

    Da Aquileia che noi sentiamo come  Alma Mater, nutrice della nostra fede, dico "noi" perché m'appartine sia per i natali che per i legami battesimali, - terra celtica, poi romana, ma anche greca, giudaica, siriaca e infine, per tutti, cristiana - si è irradiata la buona notizia di Gesù Salvatore  per vasta regione chiamata - già prima dei Galli - Carnea, che significa la “terra delle pietre, pietre da cui davvero il Signore ha tratto nella pienezza dei tempi nuovi figli di Abramo: una sola terra di montagne, a cui affluiscono da meridione tranquilli itinerari marini,

    mentre sterminate pianure inclinano da oriente e settentrione; un solo nome preistorico e perenne, declinato di volta in volta e tutt’intorno da “popoli, / che” - dice un poeta sloveno -presso qualsiasi ruscello inventano una loro lingua originale”, qui come Cjargne o Carnia, là come Kärnten o Koroška, e i rajn, e Kras o Carso ...  
  •  Vai in  SAN RICCARDO PAMPURI

     Archidiocesis Goritiensis

    Il Duomo di Gorizia

          LA Cattedrale di Gorizia
    Foto per gentile concessione di http://www.isontino.com 
    L'Arcivescovo Metropolita Dino della Chiesa che èin Gorizia
     Dott.ssa Ilaria Tassini IMG_2277a-451
    A cura di Ilaria Tassini:  
     

     

    Don Sinuhe Marotta parroco della cattedrale 2007-ConvegnoCatechisti_017La Parola di  Dio OGGI nella Cattedrale di Gorizia 

     
    Le omelie di Don Sinuhe Marotta Parroco della Cattedrale

    L’«Archivio fotografico dell'Arcidiocesi di Gorizia» Presentazione ...

    Da: http://cattedrale.arcidiocesi.gorizia.it/spip.php?rubrique42

    • Le immagini riguardanti gli Arcivescovi di Gorizia, l'attività della Cattedrale  e le celebrazioni patronali sono state realizzate dallo studio pierluigi.bumbaca.@tin.it di Gorizia per conto della Parrocchia dei Ss.Ilario e Taziano.
    • Foto e testi della Dott.ssa ILARIA TASSINI (nella foto) sono coperti da copyright. Si si ringrazia per l'autorizzazione ad utilizzarle su questo blog.
    • Lo studio è l'unico detentore dei diritti di sfruttamento economico delle immagini riprodotte.  

  •  Susanna Tamarotamaro susanna - vi racconto

     A 30 anni dalla legge 180 (13 maggio 1978) 

     FRANCO BASAGLIA  - L'uomo che restituì la parola ai "matti".

    Franco Basaglia in gruppo 25-02_thorimbert

    Arrivato a Gorizia incontra il per-fet-to ricoverato. 

    Scrive Basaglia:

    • «quello che si presenta completamente ammansito, docile al volere degli infermieri e del medico;
    • quello che si lascia vestire senza reagire, che si lascia pulire, imboccare, che si offre per essere riassettato come si riassetta la sua stanza al mattino;
    • il malato che non complica le cose con reazioni personali, ma si adegua anzi supinamente, passivamente al potere dell’autorità che lo tutela»...

    Un San Giovanni di Dio dei tempi moderni che non sarà mai santo. Perché?

    Con questa faccia te lo vedi sugli altari ?!

    Eppure, mi piacerebbe!

    Basaglia Franco m_be01b7a8e0c01032704e2f20e22bccb2

    il Fuoco si propaga...Grazie, Franco!

    L'anno Cromaziano è una buona opportrunità per ocuparsi di tematiche che interessano ogni giorno di più molte persone del nostro tempo. Con la propria angosca è conveniente entrare in colloquio, ascoltarla e perceprire quato essa ci vuol comunicare. Trasformare l'angoscia  in positivo percependola come un sistema di allarme che ci ricorda i nostri limiti, è possibile. Essa ci segnala che si è radicato in noi un  modello di vita morboso che necessita di revisione.

    Il Santo Vescovo Aquileiese è qui a dire alle donne e agli uomini del nostro tempo che ci sono anche vie spirituali per affrontare la propria angoscia e per liberare il proprio cuore dall'angustia: "Fratelli, desidero proporvi quelle perle preziose delle beatitudini dedotte dal santo vangelo; aprite quindi i tesori del vostro cuore, comprate, ricevete con avidità e possedete felicemente" . (San CROMAZIO d'Aquileia S.41,1) 

     basaglia franco...

     

     

     

     

    Foro

    [in PERCORSO FOTOGRAFICO le città del Patriarcato]
    • Per onorare gli esuli
    • Per rimarginare le ferite della storia  
    • Per ri-edificare nella concordia e nella solidarietà

       
    Madre di Dio Nicopeja
    La Madre di Dio ti accompagni lungo il cammino,
    sia sostegno alla tua debolezza,
    sia luce ai tuoi passi,
    sia dolcezza al tuo cuore,
    finché non ti avrà condotto alla Casa del Padre.
    (Venezia - Basilica di San Marco - Icona bizantina anteriore al X secolo)

    «Noi ti lodiamo... nella memoria di Maria.. prima missionaria del Vangelo.

    •  Guidata dal tuo Santo Spirito si mise in cammino per portare a Giovanni il Cristo, sorgente di santificazione e di gioia.
    • Sospinti dallo stesso spirito, Pietro e gli altri apostoli divennero intrepidi annunziatori del vangelo per la salvezza e la vita di tutte le genti.
    • Ed anche oggi la beata Vergine suscita nuovi araldi del tuo regno: li sprona con l'esempio, li infiamma con il suo amore, li sostiene con la preghiera incessante, perché annunziono in ogni parte della terra il Cristo redentore». (Prefazio sch. 18)
    Ambrogio Vescovo di Milano
     
    >>>  Foto Comitato_nazionale_16_centenario  
     

  • AQUILEIA alma mater

    Per celebrare il XVI centenario della morte di SAN CROMAZIO (408–2008), vescovo di Aquileia, scrittore ecclesiastico e padre della Chiesa, è stato costituito il Comitato “San Cromazio” cui aderiscono le Diocesi cattoliche italiane di...

    • Ricordare la figura di Cromazio di Aquileia, una delle personalità più rilevanti nel mondo ecclesiale del quarto secolo, significa evocare i tratti salienti e peculiari dell’età di Cromazio, la civiltà romana sullo scorcio del IV secolo nei suoi trapassi epocali, l’incontro-scontro del mondo romano con i nuovi popoli che si affacciavano sul confine illirico;
    •  il ruolo di Aquileia crocevia di genti e culture mediterranee e germaniche, la peculiarità della storia ecclesiale di Aquileia, ponte tra l’Oriente, l’Africa e l’Occidente cristiani, l’importanza di Aquileia quale centro propulsore di evangelizzazione cristiana verso il nordest della futura Europa.
    • Significa anche trarre dall’oblio, causato dagli eventi infausti che hanno investito Aquileia e il suo territorio dopo la caduta dell’impero romano, una delle figure di massimo rilievo del IV-V secolo non soltanto della Chiesa di Aquileia ma delle Chiese cristiane orientali e occidenta.

    PER UNA LITURGIA DI POPOLO

    Basilica di Aquileia

    Celebrante: "Fratelli convenuti tra queste antiche mura della Chiesa Madre di Aquileia,  ricche di storia e di tradizione cristiana, cantiamo a piena voce e con cuore unanime la nostra fede nel Signore Gesù, in comunione con la Chiesa Universale.

    Ogni Alleluia ripetuto starà a significare:

    • E’ grande il nostro Dio.
    • Lode a Te nei secoli! 
    • Sì,sì, hai la nostra adesione.
    • Sia benedetto il Tuo nome! 
    • Grazie, Signore, Dio dei nostri padri. . .

    Il solista, (uomo o donna) faccia risuonare nell’assemblea lo spirito che animò i nostri Padri. Essi, in comunione con la Chiesa Apostolica, diffusero il Vangelo tra le nazioni e i popoli del continente europeo. Per Cristo molti diedero anche la vita.

    (Testo di Angelo Nocent - Cantabile sulla melodia di “ O filii et filiae)

  • Solista: Alleluia. Alleluia. Alleluia.

  • Tutti: Alleluia. Alleluia. Alleluia

    1
    La storia delle origini
    è scritta qui, sui ruderi
    Col sangue dei tuoi martiri. Alleluia.
    Tutti: Alleluia. Alleluia. Alleluia. 
    2
    Portate a casa o popoli
    L’acqua che sgorga limpida
    Da questa fonte salubre.Alleluia. 
    Tutti: Alleluia. Alleluia. Alleluia.
    3
    Le pietre qui ci parlano
    di Cristo, delle origini,
    dei primi suoi discepoli. Alleluia.
    Tutti: Alleluia. Alleluia. Alleluia.
    4
    Siamo gli eredi ultimi
    Di un grande patrimonio
    Che si dovrà trasmettere. Alleluia.
    Tutti: Alleluia. Alleluia. Alleluia.
    5
    Qui Fortunato, Ermacora,
    Cromazio ed altri vescovi,
    il Verbo seminarono. Alleluia.
    Tutti: Alleluia. Alleluia. Alleluia.
    6
    Poi missionari intrepidi
    Cristo Gesù diffusero
    Dal mare fino agli Urali. Alleluia.
    Tutti: Alleluia. Alleluia. Alleluia. 
    7
    I figli che ritornano,
    commossi ti riabbracciano
    o Chiesa delle origini. Alleluia.
    Tutti: Alleluia. Alleluia. Alleluia. 
    8
    Lingue diverse parlano;
    ma se i costumi cambiano,
    la nostra fede è unica. Alleluia.
    Tutti: Alleluia. Alleluia. Alleluia.
    9
    Cristo Gesù che convochi
    ad Aquileia il popolo,
    suscita nuovi martiri. Alleluia.
    Tutti: Alleluia. Alleluia. Alleluia. 
    10
    Tra queste mura o Spirito
    Discendi, infiamma i pavidi,
    genera nuovi apostoli. Alleluia.
    Tutti: Alleluia. Alleluia. Alleluia. 
    11
    Onore, lode e gloria
    A Dio trino ed unico
    Nei secoli dei secoli. Alleluia.
    Tutti: Alleluia. Alleluia. Alleluia.

     Aina e Riu in kimono 20060909

    FRIULI & GIAPPONE...SECONDA GENERAZIONE 

     ...Pensando ad Aina Maria e Riu Riccardo  perché sappiano un giorno delle loro radici anche aquileiesi...

  •  
    IL PATRIARCATO 

    LA CHIESA METROPOLITANA

    l Patriarcato d'Aquileia affonda le radici nell'importanza primaziale della Chiesa e della città di Aquileia, che per secoli fu il centro gravitazionale della provincia romana Venetia et Histria. La Chiesa in Aquileia si organizzò in modo definitivo perlomeno dalla metà del III secolo; fu qualificata da numerosi martiri, da vescovi insigni per santità e parola. Dal IV secolo in poi Aquileia, pur nel progressivo esautorarsi dell'impero romano, espresse una fervida e generosa vita cristiana, di cui furono protagonisti insieme con i santi vescovi Valeriano, Cromazio, anche note personalità come lo storico ed esegeta Rufino e il poliedrico Girolamo

  • Quantunque non si conoscano esattamente quali siano stati i primordi del cristianesimo in Aquileia, il legame di comunione con la Chiesa di Roma e con l'impero romano dìoriente trova espressione in quella tradizione, accreditatasi dal VI secolo in avanti -da quando cioè la Chiesa aquileiese si era trasferita sulle lagune di Grado- che ne attribuisce l'evangelizzazione a san Marco, inviato nei territori dell'alto Adriatico dall'apostolo Pietro. Si narra che Ermacora su presentazione dell'evangelista Marco fu consacrato primo vescovo dallo stesso Pietro. Dopo il suo martirio assieme al diacono Fortunato è celebrato quale patrono della diocesi aquileiese. che gli Unni e Attila nel 452 distrussero la cittàromana, la sede patriarcale si trasferì a Grado. Successivamente le sorti della Chiesa aquileiese seguirono l'evoluzione complessa e drammatica dei regni e degli imperi che via via composero la fisionomia storica e politica di queste contese terre orientali d'Italia. Si determinò pertanto una Chiesa aquileiese marittima e lagunare, detta poi patriarcato di Grado che, gravitante dapprima verso l'impero bizantino, fu dal 1451 assorbito dalla potenza di Venezia e dette origine all'odierno patriarcato lagunare.
  • La Chiesa aquileiese del retroterra italico e alpino entrò, invece, a far parte dei territori dell'impero germanico. Dal 1077 parte del territorio diocesano fu organizzata in istituzione politico amministrativa che venne sopraffatta nel 1420 dalla potenza di Venezia. Varie furono le sedi del patriarcato di terraferma: dopo Aquileia, il castello di Cormòns, e quindi dal 737, durante il regno longobardo e l'impero franco, la città di Cividale; qui, su mandato imperiale, operò il santo patriarca Paolino.
    Il patriarca Poppone, agli inizi dell'impero germanico, rinnovò Aquileia facendovi edificare il palazzo, dove i patriarchi e la loro curia risedettero fino agli inizi del XIII secolo.
    Bertoldo di Merania nel 1222 trasferì definitivamente la sede a Udine conservando però il titolo di Patriarca di Aquileia. che dotò di 9000 volumi di vari argomenti su tutte le scienze allora coltivate. Successivamente, il nipote Daniele promosse l'istituzione dell'Archivio della Curia patriarcale e della costruzione di una sala annessa al Palazzo. Pochi anni dopo, il 6 luglio 1751, la bolla pontificia Iniuncta nobis di Benedetto XIV soppresse definitivamente il Patriarcato d?Aquileia e al suo posto, il 19 gennaio 1752, furono istituite le due attuali Arcidiocesi di Udine e Gorizia. I compiti pastorali furono dal papato assegnati all?arcidiocesi di Gorizia (1752) per la parte relativa al territorio imperiale, all'Aarcidiocesi di Udine (1753) per quella rietrante nei domini della Serenissima.
    Nei secoli successivi, e per oltre un millennio fino alla sua destituzione nel 1751, la Chiesa patriarcale di Aquileia -la cui diocesi si estendeva in territorio non solo italico, ma soprattutto in quello sloveno e in parte anche austriaco- fu centro di riferimento ecclesiale per numerose diocesi nell'Italia padana, tanto che Aquileia fu considerata la seconda Chiesa per importanza dopo Roma. 
    Dopo
     
     

    I santi Patroni di Gorizia 

  •  

     Ilario e Taziano martiri
  • clicca Clicca per ingrandire

  • Sant

    Sant

    Il santo popolo di Dio che è in Gorizia

  • Il nome di Ilario (Ilaro o Ellaro), associato a Taziano nel Martirologio geronimiano, coincide con quello del secondo vescovo dei catologhi aquileiesi. Un'antichissima tradizione vuole che il vescovo Ilario e il diacono Taziano abbiano subito il martirio sotto Numeriano il 16 marzo 284. In Aquileia era dedicato a Ilario un martyrium ottagonale, sorto probabilmente già nel IV secolo. Alla fine del VI secolo, per timore dei Longobardi, il patriarca Paolo si rifugiò a Grado, portandovi i corpi dei santi martiri, fra cui quello di Ilario e Taziano. A Gorizia era loro dedicata una chiesa già all'inizio del XIII secolo, che divenne chiesa parrocchiale della città verso il 1460, e, alla soppressione del patriarcato di Aquileia, fu eretta cattedrale della nuova arcidiocesi nel 1751. Gli stessi martiri sono venerati Patroni principali della città di Gorizia. (Avvenire)

    Il nome di Ilario (Ilaro o Ellaro), associato a Taziano nel Martirologio geronimiano, coincide con quello del secondo vescovo dei catologhi aquileiesi. Un’antichissima tradizione vuole che il vescovo Ilario e il diacono Taziano abbiano subito il martirio sotto Numeriano il 16 marzo 284.
    In Aquileia era dedicato a Ilario un martyrium ottagonale, sorto probabilmente già nel sec. IV entro le mura della città. Alla fine del sec. VI, per timore dei Longobardi, il patriarca Paolo si rifugiò a Grado, portandovi i corpi dei santi martiri, fra cui quello di Ilario e Taziano.
    I due santi ebbero larga venerazione ; nella località Gorizia era loro dedicata una piccola chiesa documentata già all’inizio del XIII secolo, che, ampliata, divenne chiesa parrocchiale della città verso il 1460, e, soppresso il Patriarcato d’Aquileia nel 1751, fu eretta cattedrale della nuova arcidiocesi metropolitana allora costituita. Gli stessi martiri sono venerati Patroni principali della città di Gorizia.

    Autore: P. Renzo Bon

  • Lascia questo Altare dei Padri, martiri come Ermacora e Fortunato, come i Canziani, come Crisogono, Proto, Anastasia, Ilario e Taziano, Dorotea, Felice e Fortunato, Donato, Anastasio, Quirino, Floriano... e, mentre le loro reliquie restano custodite nei sacrari memoriali di Aquileia, parte per una missione: inventare nel mondo nuovi linguaggi della Carità Divina.

    NEL SEGNO DELLA CONTINUITA'

    L' Arcivescovo Dino, successore di Cromazio, con i presbiteri e il Santo popolo di Dio che è in Gorizia.

  • VERBUM CARO FACTUM EST 

    021 

    018 

    Veglia Missionaria - «Fame di pane, fame di Dio» Romans d'Isonzo, venerdì 22 ottobre 2004 (foto Vi.A.)  

    039

    MeetingJesus 1 - «I giovani e il loro Vescovo in cammino verso Cristo»

    Cervignano del Friuli, venerdì 28 gennaio 2005

    042 

    031 

    Foto Bumbaca - Gorizia

     

    Dice un poeta sloveno : presso qualsiasi ruscello inventano una loro lingua originale...”.

    Aquileia fu fondata dai Romani come colonia militare nel 181 a.C. in un luogo che era all'incrocio di popoli e traffici commerciali. Fu dapprima baluardo contro l'invasione di popoli barbari e punto di partenza per spedizioni e conquiste militari.

    Collegata da una buona rete viaria, col tempo divenne sempre più importante per il suo commercio e per lo sviluppo di un artigianato assai raffinato. Raggiunse il suo apice sotto l'impero di Cesare Augusto: con una popolazione stabile di oltre 200.000 abitanti, divenne una delle maggiori e più ricche città di tutto l'impero. Fu residenza di parecchi imperatori, con un palazzo assai frequentato, fino a Costantino il Grande e oltre.

     Quando vi giunse il messaggio cristiano (la tradizione parla di una venuta di S.Marco evangelista che portò a Roma S. Ermacora per farlo consacrare da S. Pietro come primo vescovo di Aquileia), esso ebbe rapido sviluppo sotterraneo, tanto da esplodere prontamente appena venne concesso il culto pubblico con l'Editto di Milano del 313 d.C.

    Basti pensare che furono erette prontamente tre grandi aule, lussuosissime, poste tra loro a ferro di cavallo: due principali, tra loro parallele, unite da una trasversale. Ciascuna poteva contenere comodamente da due a tre mila persone: cosa impensabile per un semplice "inizio" di evangelizzazione e per le ingenti risorse necessarie per realizzarle. Queste poi, ben presto risultarono insufficienti per contenere tutti i fedeli, e dovettero essere demolite per far posto ad altre aule più ampie. Infatti troviamo che, qualche decina di anni più tardi (verso il 345), partendo dalle fondazioni dell'Aula Nord, fu eretta una molto più ampia (lunga ben 70 metri e larga 31: 5 metri più lunga di quella che vediamo), la più vasta in assoluto per Aquileia: quella che nel 452 d.C. fu distrutta da Attila e mai più risorse. Anche l'Aula Sud, ampliata sotto il vescovo Cromazio rimase semidistrutta dall'invasione degli Unni.

    A questo punto c'è da notare una caratteristica tipica e unica di Aquileia: tutte le varie basiliche erano strettamente a forma rettangolare e senza abside.


    Quando i figli degli scampati e degli esuli ritornarono ad Aquileia e pensarono ad una ricostruzione, volsero l'attenzione alle strutture residue dell'Aula Sud, che ancora fu ampliata in lunghezza e larghezza: saranno le fondazioni di quest'ultima a fare da supporto, dopo un lungo periodo di completo abbandono (dai Longobardi all'800), alla costruzione di una vera e propria basilica, come noi l'intendiamo, e che sommariamente costituisce il perimetro di quella attuale. Quest' opera fu portata a termine dal vescovo Massenzio (811-838), con l'aiuto finanziario di Carlo Magno.

    Successivamente però, prima gli Ungari e poi un terremoto (988) la resero inagibile. Resti del pavimento in mosaico di questa basilica si possono esplorare attraverso due botole: una presso l'altare al centro del presbiterio e l'altra presso il sarcofago di San Pietro.

  • *
  •  
     
  •  

     

    *

    Vai all'immagine a grandezza naturale

    clicca per ingrandire

  •  
  • LITANIE DEI SANTI AQUILEIESI 

    • Santa Maria, Vergine delle Grazie
    • San Giovanni Battista, precursore del Signore
    • San Giuseppe, custode del Redentore
    • San Pietro, principe degli apostoli
    • San Marco, evangelista e padre della nostra fede
    • Santi Ermacora e Fortunato, protettori della nostra Chiesa

    • Santi Ilario e Taziano, coraggiosi martiri di Cristo
    • Santi Felice e Fortunato, «ornamento» della città di Aquileia
    • Santi Canzio, Canziano e Canzianilla, fratelli anche nel martirio

    • San Proto, educatore nella fede
    • San Crisogono, «martire beatissimo»
    • Santi martiri di Aquileia, nostri modelli di vita

    • San Pio I°, aquileiese successore di Pietro
    • San Valeriano, tenace difensore della verità cristiana
    • Sant'Eliodoro, primo vescovo di Altino

    • San Cromazio, «dottissimo» pastore del suo popolo
    • San Niceta, vescovo saggio e buono
    • Santa Colomba, «vergine consacrata a Dio»

    • Beato Ratchis, illuminato duca del Friuli
    • Beato Paolo, arcidiacono e illustre letterato
    • San Paolino Patriarca, maestro di sapienza e pastore premuroso

    • Sant'Anselmo, duca del Friuli e abate di Nonantola
    • Beata Benvenuta Boiani, donna forte in ogni prova
    • Beato Odorico da Pordenone, apostolo dei Cinesi

    • Beato Bertrando, patriarca amico dei poveri
    • Beata Elena Valentinis, modello delle madri cristiane
    • San Luigi Scrosoppi, vero padre delle «derelitte»

     Fra i martiri aquileiesi si annoverano:

    • Eufemia,
    • Tecla,
    • Dorotea ed Erasma;
    • Felice,
    • Largio e Dionigi;
    • Anastasio;
    • Donato,
    • Vetusto,
    • Romolo e Silvano;
    • Ciriaca,
    •  Musca e Maria;
    • Agape,
    • Chione ed Irene.

    Il primo edificio di culto cristiano aquileiese fu edificato nel 313 d.C. dal vescovo Teodoro. Era costituito da tre grandi aule rettangolari poste a ferro di cavallo, dal battistero e da ambienti di servizio
    Le due aule parallele (teodoriana sud e teodoriana nord) erano mosaicate ed adibite alla celebrazione della messa e all’insegnamento delle Sacre Scritture; la sala trasversale, pavimentata a cocciopesto, veniva invece utilizzata come collegamento tra le due aule precedenti. 
    Verso la metà del IV secolo l’aula teodoriana nord subì un notevole ampliamento allo scopo di contenere un numero sempre più grande di fedeli (aula post-teodoriana nord). Accanto venne costruito un nuovo battistero con vasca esagonale. Detta aula venne distrutta dagli Unni di Attila nel 452 d.C. e mai più ricostruita. 

  •  

    Successivamente anche l’aula teodoriana sud venne trasformata in un edificio a tre navate con un grande battistero di fronte al suo ingresso principale (aula post-teodoriana sud). 
    Nella prima metà del IX secolo il patriarca Massenzio volle avviare i primi lavori di ristrutturazione di quest’ aula creando il transetto, la cripta degli affreschi (sotto il presbiterio), il portico e la Chiesa dei Pagani. 

    La basilica attuale è sostanzialmente quella consacrata nel 1031 dal patriarca Poppone dopo le modifiche da lui eseguite (sopraelevazione dei muri perimetrali, rifacimento dei capitelli, affresco dell’abside e costruzione dell’imponente campanile alto 73 metri). 

  • Ulteriori interventi furono apportati dal patriarca Voldorico di Treffen nel XII sec. (affreschi nella cripta massenziana con scene della vita di S. Ermacora, della Passione di Cristo ed altre a carattere allegorico e profano) e dal patriarca Marquardo di Randek nel XIV secolo (archi a sesto acuto fra le colonne e tutta la parte alta della basilica compreso il tetto a carena di nave rovesciata, lavori resi necessari dopo il terremoto del 1348). 

     

    Aquileiaica 

    Aquileia (Udine), basilica, mosaici, scavi romani, porto romano

    Alcuni spunti, utili solo a suscitare la curiosità e convincere alla visita, di questi che sono gli spettacolari resti della famosa città romana fondamentale porto sull'Adriatico.
    Lo studio della storia e dell'arte romana, la visita ad Aquileia e alla sua fantastica basilica medioevale, non sono cose facoltative, è faccenda obbligatoria. Da non perdere
    .
     

  •  

    Aquileia - basilica e scavi romani

     



  • Aquileia - basilica e scavi romani

    Aquileia - basilica e scavi romani

    Aquileia - basilica e scavi romani

    Aquileia - basilica e scavi romani

    Aquileia - basilica e scavi romani

    Aquileia - basilica e scavi romani 

    Aquileia - basilica e scavi romani

    Aquileia - basilica e scavi romani

    Aquileia - basilica e scavi romani

    Aquileia - basilica e scavi romani

    Aquileia - basilica e scavi romani

    Aquileia - basilica e scavi romani

    Aquileia - basilica e scavi romani

    Aquileia - basilica e scavi romani

    Aquileia - basilica e scavi romani

    Aquileia - basilica e scavi romani

    Aquileia - basilica e scavi romani

    Aquileia - basilica e scavi romani

    Aquileia - basilica e scavi romani

    Aquileia - basilica e scavi romani

    Aquileia - basilica e scavi romani

    Aquileia - basilica e scavi romani

    Aquileia - basilica e scavi romani

    Aquileia - basilica e scavi romani

    Aquileia - basilica e scavi romani

    Aquileia - basilica e scavi romani

    Aquileia - basilica e scavi romani

     Aquileia - basilica e scavi romani

     

    Aquileia - basilica e scavi romani

     

    Dott.ssa Ilaria Tassini IMG_2277a-450x338

    In primo piano la Dott.ssa Ilaria Tassini ed il Parroco della Cattedrale.

    Sue le belle foto dell'Archivio Storico della Cattedrale

     

  •  

     

    postato da nocentangelo alle ore 21:24 | link | commenti
    categorie: 01 radici
    f8d698aea36fcbead2b9d5359ffca76f{insert_cache a:2:{s:4:"name";s:17:"SocialBookmarking";s:4:"node";O:8:"stdClass":23:{s:3:"nid";s:8:"15500375";s:4:"type";s:6:"myblog";s:5:"title";s:6:"RADICI";s:5:"score";s:1:"0";s:5:"votes";s:1:"0";s:3:"uid";s:6:"518976";s:6:"status";s:1:"1";s:7:"created";s:10:"1200255875";s:7:"comment";s:1:"2";s:7:"promote";s:1:"0";s:8:"moderate";s:1:"0";s:5:"users";s:0:"";s:6:"teaser";s:1:" ";s:4:"body";s:264098:"

     

     audio San Paolo - Rinaldo Fabris

    martini-carlo1MARTINI: “Sento la morte come imminente”

    FORUM | BLOG

    http://ANGULO.unblog.fr/ 

    PAMPURI UN GIOVANE CUORE IN ASCOLTO

    E se vuoi un po’ di musica:

    Concerto brandeburghese n.2

    buon2009_pic

     

    CROMATIANUM

     

    rosone divino amore

     Immagine:Bandiere dal Friûl.svg

     

    CENACOLO CULTURALE

    Anello aquileiese def4_doppio_anello_small

    Fides et Ratio Veritas et Amor

    Nel XVI centenario della morte di

     CROMAZIO

    Cromazio dsanto vescovo Aquileiese

    408 - 2008

    il Fuoco si propaga...

    Cero Pasquale Cattedrale di Gorizia arton988-160x243Il Cero Pasquale della Cattedrale di GoriziaPavoni - Mosaico def4_pavoni_small

    A V V I S I    

    Coloro che desiderano pubblicare su questo sito

     non hanno che da far pervenire l'articolo a

    nocent.angelo@gmail.com

     www.issrgo.it

    EVENTI

    Rammentiamo che il prossimo il 23 ottobre alle ore 18.30 presso la Sala Biblioteca Antica del Collegio "G. Marconi" a Portogruaro, Liliana Ferrari presenta il libro di Cristiano Donato "L'episcopato di Francesco Isola nella diocesi di Concordia (1898-1919)".
    L'incontro è promosso da "Glesie Furlane" in collaborazione con la Diocesi di Concordia-Pordenone e l'Istituto di storia sociale e religiosa di Gorizia.
     
    Il libro “L’episcopato di Francesco Isola nella diocesi di Concordia (1898-1919)” dell’udinese Cristiano Donato, si articola in un ampio saggio e un’antologia di documenti, in parte inediti.

    Vi si ripercorre la vicenda del presule Isola, friulano di Montenars, drammaticamente segnata dall’aggressione subita a Portogruaro il 3 novembre 1918 da reparti del regio esercito e facinorosi locali, conclusasi con la sua rinuncia alla sede vescovile, dietro discreta sollecitazione papale su richiesta del governo italiano, in cambio di favori alla S. Sede. La cornice non è affatto priva di rassomiglianze con quanto accadde a Sedej a Gorizia in quello stesso periodo.

    Segnaliamo gli incontri che vedono impegnato l'Istituto di storia sociale e religiosa nel mese di ottobre:


    - il 15 ottobre p.v. alle ore 17.30 nella Sala del Consiglio Comunale di Farra d'Isonzo, Marielore Calice e Gabriele Zanello presentano la figura di Enrico de Calice (1831-1912), diplomatico e linguista, autore di traduzioni in friulano dei classici tedeschi. Coordina i lavori Ferruccio Tassin.

    L’incontro è organizzato in collaborazione con la Società Filologica Friulana ed il Comune di Farra d'Isonzo.

    Si allega l'invito.

    - il 23 ottobre p.v. alle ore 18.30 presso la Sala Biblioteca Antica del Collegio "G. Marconi" a Portogruaro, Liliana Ferrari presenta il libro di Cristiano Donato "L'episcopato di Francesco Isola nella diocesi di Concordia (1898-1919)".

    L'incontro è promosso da "Glesie Furlane" in collaborazione con la Diocesi di Concordia-Pordenone.

    I più cordiali saluti.

    Istituto di Storia Sociale e Religiosa
    Via del Seminario, 7
    34170 - Gorizia
    tel.- fax:  +39.0481.530392 
    www.issrgo.it

    AQUILEIA METTE AL CENTRO SAN CROMAZIO
    CORGNALI: FIGURA DI RESPIRO INTERNAZIONALE
     
    Cromazio dCiviltaCristiana.it: Fonte, Avvenire -
     
    «Finalmente la figura di Cromazio è uscita dai circoli culturali privati per assumere una valenza internazionale»:
    lo ha detto all’agenzia Sir monsignor Duilio Corgnali, presidente del Comitato nazionale San Cromazio, all’indomani della conclusione del convegno internazionale «Cromazio di Aquileia e il suo tempo».
     
    La manifestazione, uno dei principali appuntamenti dell’Anno cromaziano che celebra il 16° centenario della morte di Cromazio (vescovo di Aquileia dal 388 al 408) ha riunito per tre giorni nell’antica sede del patriarcato, in provincia di Udine, i maggiori studiosi internazionali di antichità cristiane e «ha permesso – ha spiegato ancora Corgnali – di elaborare un quadro completo del pensiero del grande vescovo e del ruolo ricoperto da Aquileia fra il quarto e il quinto secolo».
     
      Secondo il presidente del Comitato, gli interventi hanno fornito «indicazioni molto attuali sulla pastorale che anche oggi, in un mondo profondamente mutato, si deve attuare» e «hanno dato nuovo impulso alla ricerca a livello internazionale». Tra le iniziative ancora in programma, una mostra d’arte che verrà inaugurata a novembre e diversi incontri e pellegrinaggi nei prossimi mesi sui luoghi cromaziani, fino all’atto conclusivo, in programma nel marzo del 2009, per il quale Corgnali auspica la presenza del Papa.
     

     

     marina garaventa la principessa sul pisello

       

    Paolo VI -1963-1978

    Buona Visione con : "Paolo VI. Il coraggio della modernità"
     
    Paolo VI nel trentesimo della morte

       poesia - poetry - poezie

    SALMOTERAPIA

    LE VETTE - Senza parole

    IL "LASCITO" DEI PAPI AL NUOVO FRIULI-VENEZIA GIULIA   Ifriuli ed i pontefici

    "Fràdis furlàns, us invìdi a tignî dûr cu lis tradiziòns, te fède cristiàne e tài valôrs dal fogolàr, e a fàju incrèssi tal cûr dài vuèstris fiis..."

    EVENTI

     

    Da oggi 28 Agosto 2008

    Festa di Sant'Agostino Vescovo

    una scelta di vita:

    La REGOLA della COMPAGNIA...

     

     (1 Corinti 9, 1-23)

    " Guai a me se non  evangelizzo! " 

     Veniamo da qui...

    Gerusalemme Muro del Pianto

    Guarda il video (musica e immagini)
    Necessari ADSL e Flash player   

    yinyang3_sfumato(300x276)Ratzingher - Visione del Mondo

    EVENTI
     
    Il Patriarca di Mosca e di tutta la Russia, Alessio II, mentre celebra la Divina e Santa Liturgia 

    Alessio II la Divina Liturgia galleria fotografica_1_lg

    Possibile un incontro ad Aquileia

     tra Alessio II e  Benedetto XVI ?  

     "Gareggiate nello stimarvi a vicenda" (Rom 12,10)

    "Ciascuno di voi, con tutta umiltà, consideri gli altri superiori a se stesso" (Fil 2,3)

  •  Alessio II: "Roma ascoltaci..."

    CONOSCERCI PER AMARCI: 

        ortodossia 1 

    Bartolomeo i e Benedetto XVI NWS-1345535

    >>>>Bartolomeo I a Grado - Aquileia - Trieste

     

  • aquileia 060910pueri21a


    OMELIA plurilingue

    da http://www.natisone.it/messe/messe294.htm

    "urbs primaria in decima regione Italiae"

    Aquileia

     ecclesia mater 

    Te Deum laudamus, Te Dominum confitemur!

    Alleluia !

    Aqileia il Pater noster 060910pueri27a


    PATER NOSTER

     

     Benedetto sedici b87036d3f4375bd2cb7783f659560ac3Cromazion d"Cromazio fu sapiente maestro e zelante pastore. Il suo primo e principale impegno fu quello di porsi in ascolto della Parola, per essere capace di farsene poi annunciatore: nel suo insegnamento egli parte sempre dalla Parola di Dio, e ad essa sempre ritorna. Alcune tematiche gli sono particolarmente care: anzitutto il mistero trinitario (...) Poi il tema dello Spirito Santo (...) Ma con particolare insistenza il santo vescovo ritorna sul mistero di Cristo. Il Verbo incarnato è vero Dio e vero uomo: ha assunto integralmente l’umanità, per farle dono della propria divinità".Cromazio visto da Benedetto XV 

     

    Cromazion d"La tromba squillante della tua carità ardente e schietta è risuonata fino a noi, diffondendo l'eco di grandi imprese a tanta distanza e raggiungendo i confini del mondo. Anche noi, pur se così lontani, conosciamo, al pari di chi sta vicino, la tua carità ardentissima e piena di fuoco, la tua parola franca, la tua inflessibilità adamantina" (GIOVANNI CRISOSTOMO, Lettera 155 (PG 52, 702)
     
    Cromazion d"Vostra madre, pari a voi nella santità, vi è superiore perché ha avuto il merito di generare tali figli; il suo seno si può veramente dire che è d'oro...
    Tutti ammiriamo le vostre sorelle, che hanno trionfato sulla debolezza del sesso e sulla vanità del mondo; esse attendono l'arrivo dello sposo con una abbondante provista di olio.
    O casa fortunta, dove abita la vedova Anna, le vergini profetesse, e uno che come Samuele è nutrito nel tempio!
    O felice dimora, dove ammiriamo una madre ornata con le corone dei martiri Maccabei!" (GIROLAMO, Lettera 7, 6 (PL 22, 340)
     
    Cromazion dIN UN GIORNO DI MERCATO
     
    "Se il mercato racchiude il motivo che ciascuno per propria utilità venda ciò che gli è superfluo o acquisti ciò che gli manca, è giusto che anch'io proponga la merce che mi ha affiato il Signore, cioè la predicazione celeste; il Signore ha scelto me anche se il più piccolo e indegno tra i servi suoi ai quali ha affidato i talenti per trafficarli e farli fruttificare...
    Fratelli, desidero proporvi quelle perle preziose delle beatitudini dedotte dal santo vangelo; aprite quindi i tesori del vostro cuore, comprate, ricevete con avidità e possedete felicemente" . (San CROMAZIO d'Aquileia S.41,1)
     
    Cromazion d"BEATI I POVERI IN SPIRITO, perché di essi è il regno dei cieli" (Mt 5,4)
    Fratelli, meraviglioso è il principio della dottrina celeste! Non incomincia dal terrore, ma dalla beatitudine; non suscita timore ma piuttosto desiderio. Come un arbitro ed organizzatore di spettacoli tra gladiatori, propone un premio significativo a coloro che lottano in questo stadio spirituale, perché, guardando il premio, non abbiano paura della fatica e non tremino di fronte ai pericoli. Dunque "Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli".
    Non ha detto semplicemente e senza precisare "beati i poveri", ma ha aggiunto: "poveri in spirito". Infatti, non ogni povertà è beata, perché spesso è conseguenza della necessità, talvolta è causata dai cattivi costumi e anche dall'ira divina.
    Beata è dunque la povertà spirituale, quella cioè di quegli uomini che diventano poveri per Dio nello spirito e nella volontà, rinunciando ai beni del mondo, ed elargendo sponataneamente le proprie sostanze. Essi sono detti giustamente "beati", perché sono "poveri in spirito e perché di essi è il regno dei cieli"; infatti, mediante la povertà volontaria acquisiscono le richezze del regno celeste". ( S. Cromazio d' Aquileia, Sermone 41, 2) 
    Cromazion dLA LETTURA DEL VANGELO, FONDAMENTO DI SALVEZZA.Ci sono state proposte molte letture, ma che cosa possiamo dire di meglio del Vangelo dove ha il suo fondamento la nostra salvezza? E' un bene certamente la lettura dei profeti, però un bene maggiore è la lettura del Vangelo, perché nella lettura profetica c’è una previsione, mentre nel Vangelo è manifestata la verità. Le parole profetiche sono oscurate dalle nubi del mistero, mentre le parole evangeliche sono illuminate dallo splendore del sole di giustizia. (Cromazio di Aquileia, Sermone 19,1)
     
     
     

    bonifacio martire istrianoIL REGALO DI CROMAZIO:
     
    Don Francesco Bonifacio
    EVENTI 
     

     PSICOLogi & PSICHIatri

    Perché dolori in me anima mia? "ANIMA MEA"

    RON COLEMAN foto_coleman_internetRON COLEMAN e le "voci"

    "La guarigione dalla malattia mentale è stata una questione che mi ha interessato probabilmente dal primo giorno che entrai o piuttosto fui trascinato, nell'unità psichiatrica Royal Free Londra. Fu il giorno in cui uno psichiatra, che mi aveva conosciuto da meno di un'ora, concluse che soffrivo da una malattia mentale chiamata SCHIZOFRENIA. Questo incontro di un'ora cambiò la mia vita intera"  schizofrenia guarire è possibile  

                                 Ivan Illich Foto

    IVAN ILLICH: nato a Vienna il 4 settembre 1926 da padre croato e cattolico...

    "La corporazione medica è diventata una grande minaccia per la salute".
     
    "Diciamo una preghiera: "Non lasciateci soccombere alla diagnosi ma liberateci dai mali della sanità!". 

     

     Bertali Marco psichiatra psicologo  

      Si è formato in psicoterapia con indirizzo psicosintetico e logoterapico. Ha inoltre approfondito l’ipnositerapia e lo studio degli stati modificati di coscienza, avvicinandosi alla meditazione e a tecniche psico-somatiche di derivazione yoga tra cui l’arhatic yoga e il pranic healing.
     
    È membro dell’Associazione Europea di Psicologia Transpersonale, e dal 1983 lavora come psichiatra a Gorizia presso il Centro di Salute Mentale “Alto Isontino Integrato.

    Bertali Marco psichiatra psicologo  

     
    EVENTI
     

    Riceve senza appuntamento.
    NO ticket.
     
     

     PAOLO EMILIO BIAGINI 

    Biagini Paolo Emilio peb

    Nato a Tolmezzo (UD) il 4 febbraio 1956, è sposato felicemente ed ha cinque figli (quattro propri ed uno in affido).

    Si è laureato nel 1981 in filosofia a Trieste con una tesi dal titolo I concetti di persona e comunità  nel pensiero di Emmanuel Mounier.
     
    È docente di ruolo in storia e filosofia nei licei. Negli anni accademici 1997/1998 e 1998/1999 ha svolto un seminario di Filosofia della storia sul tema: Il concetto di progresso. Dal mito alla crisi. Analisi storica di un percorso filosofico e viceversa presso la facoltà di Scienze Politiche dell'Università di Trieste. Gestisce un sito (http://space.virgilio.it/paoloemiliobiagini@tin.it/) dedicato-- tra l'altro -- alla vita e all'opera di Emmanuel Mounier.
     
     
     

     ANGELO NOCENT

    Nocent Angelo R a05b9269cd5777008be1930a718754f2ANGOSCIA?

    C'è posta per te. 

     

    Corri... L'angoscia come amica

    Il mio Psicoterapeuta si chiama  Gesù

    Rose rosa 258475851_ac0ef6ca2cLa mia donna si chiama Maria

    MISSION - GR Company

    EVENTI
     

    Fra Raimondo 8 Marzo 2007IMG_2103bis[1]Come si fa con i libri,

    questo blog vorrei dedicarlo a un amico,

    frate friulano, di Virco di Bertiolo

    (Udine), che da poco  ci ha lasciati:

     Fra Raimondo Fabello dei

    Fatebenefratelli.

    Questo friulano che ha ricoperto cariche importanti nell'Ordine, così sentiva la sua missione:

     "La ragion d’essere dei Fatebenefratelli nella sanità e nei servizi sociali è descritta nelle loro Costituzioni ed è espressione del Carisma dell’Ospitalità: “…cooperiamo alla edificazione della Chiesa servendo Dio nell’uomo sofferente (Cost.1).

    Il carisma dell’Ospitalità (…) porta a configurarci con il Cristo compassionevole e misericordioso del Vangelo, il quale passò per questo mondo facendo il bene a tutti «e curando ogni sorta di malattie ed infermità» (Cost.2)

    Pertanto, essendo i loro Centri, opere della Chiesa, ogni iniziativa nasce dal bisogno del malato, soggetto del loro operare. Per questa ragione, da tempo richiamano i responsabili apicali, amministrativi e sanitari, “alla loro responsabilità manageriale che esige venga data, nei Centri, la debita attenzione ed il dovuto spazio alla spiritualità ed alla religiosità rispettando le attività formative ed operative ad esse attinenti.

    La pastorale tende a qualificarsi ed a porsi allo stesso livello di competenza e di servizio di altre discipline, in consonanza ed integrazione con gli altri interventi per dare una risposta integrata e globale ai vari bisogni del malato”.

    (Fra Raimondo Fabello, Priore Provinciale, incontro con i responsabili apicali del 21 settembre 1995). http://fraraimondo.splinder.com/)  

    I FATEBENEFRATELLI

     IN GORIZIA

    Un giorno da questa Chiesa Madre parte a irradiare la "Buona Notizia", un figlio che porta in germe il suo antico carisma di "Chiesa ospitale" fondata dai discepoli dell'evangelista Marco, sul "Sacramentum Hospitalitatis" che è il Pane spezzato "Pro mundi vita". 

      350 anni di storia condivisa

    San Giovanni di Dio e frati fichero_11446_20070323

     

     

    Questo sito è nato il giorno dopo aver celebrato, con le autorità religose, civili e la popolazione, il 350.mo anniversaro della presenza dei  FATEBENEFRATELLI  in Gorizia. 

    Invitato a prendere la parola nella serata commemorativa dell'11 Gennaio 2008, ho dovuto chiedermi il senso di tale celebrazione e documentarmi. Così mi sono accorto che, dei sedici secoli che ci separano da Cromazio, non possono essere sottaciuti quelli fecondi di opere e di meriti, per la presenza di questi religiosi nel tessuto connettivo del Patriarcato. Essi sono stati presenti e determinanti  proprio quando si verifica uno dei  momenti più cruciali della sua storia.

    All'epoca (1656) chiamati dapprima i Gesuiti, le Madri Orsoline, i Minori Francescani, i Carmelitani e le Clarisse ad arginare l'avanzata del Protestantesimo fattosi più minaccioso con la guerra dei Trent'anni e colla pace di Westfalia, ben presto ci si accorse che mancava una presenza essenziale, senza la quale, le altre avrebbero potuto accentuare le divisioni più che unire e lenire i patimenti della povera gente.

    Va detto che  nella pentola bolliva del buono e del gramo. Una zuppa di pesci: la religione, la politica, il potere, i titoli nobiliari, le proprietà...E c'era qualcuno che  voleva "creare, o meglio raffermare, le premesse per fare di Gorizia la città vescovile della parte vastissima del Patriarcato d'Aquileia soggetto all'Austria", come ha scritto lo storico Enrico Marcon, Canonico della Metropolitana, professore del Seminario Teologico Centrale di Gorizia e Libero docente di Storia della Chiesa all'Università di Trieste, al quale faremo ricorso ogni volta che parleremo di Chiesa, Frati e Politica di questi 350 anni.

    Il Marcon sottolinea  che a Gorizia c'erano i dotti, i sapienti, gli spirutualisti, la cultura, la ricchezza, i nobili...

    "Mancava però l'istituzione che al di fuori di simili intrighi e solo intenta ad alleviare le miserie e le soferenze dei poveri più abbandonati e indigenti, in maniera ben più luminosa e umile, ma più efficace delle predicazioni dei Carmelitani e dei Cappucini e della cultura dei Gesuiti, doveva, con le opere di misericordia, dimostrare l'eterna vitalità dell'essenza del Vangelo sulla carità verso il prossimo; pratica affermazione concreta del più sublime ed eroico apostolato e risposta più solenne  di confutazione dell'errore protestantico".

    In altre parole, al "sola fides" dei Protestanti, la Chiesa Cattolica Cattolica non poteva rispondere solo dialetticamente. Mettere in campo  la cultura Gesuitica, promuovere la dialettica teologica, era necessario. Ma non sufficiente. La sfida, la carta vincente, era un'altra.   Bisognava mandare un segnale forte e convincente: "la fede senza le opere è morta". E andò proprio così.

    Il Marcon annota: "Ultimi nella chiamata, ma primi nel sacrificio, il FIGLI DELLA MISERICORDIA di San Giovanni di Dio vennero a Gorizia per iniziare quella missione di carità e di olocausto verso i sofferenti nell'armonioso concento delle altre istituzioni religiose, e continuarla coll'impeto amoroso per olre i tre secoli che ci dividono da quell'aurora incuorante, fino ad oggi, quando altre istituzioni pure più radicate e grandiose scomparvero negli abissi del tempo".(In "I Fatebenefratelli in Gorizia 1656 - 1956")

    No, non c'è solo il passato, c'è anche il nuovo che avanza. E i Fratelli di San Giovanni di Dio dovranno restare sulla scena, da protagonisti, anche ora che sono finalmente caduti gli ultimi confini che offendevano la dignità di un popolo di fratelli. Perché ci sono ancora da lenire e curare le tante segrete ferite del cuore provocate da eventi che si tenta di esorcizzare, ch e si vorrebbero sepolti.

    L'anno Cromaziano è una buona occasione per riscoprire le radici della Chiesa madre, la teologia della carità del Santo Vescovo, il suo sogno di Chiesa edificata sulle orme della comunità di Gerisalemme. Della sua riconosciuta  "hospitalitas" rispettosa che a tutti apre le porte, a ognuno dona il Pane della Parola, tutti fa partecipi della sua mensa e a nessuno impone mutamenti culturali e linguistici, si sentirà tanto parlare, per via delle testimonianze pervenuteci: Gerolamo, Giovanni Crisostomo... 

    Se i mosaici di  Aquileia hanno raggiunto quei livelli di eccellenza e di armonia che conosciamo, essi oggi  sono lì a ricordarci il grande mosaico dei popoli che nel tempo s'è frantumato e che ora tocca a noi ricostruire dopo le dolorose devastazioni della storia.

    Ognuno dovrà fare la sua parte, grande o piccola che sia. Ma con il canto sulle labrra che Paolino vescovo ci ha tramandato da Cividale:

    Ubi caritas et amor, deus ibi est.

    Congregavit nos in unum Christi amor...

    La celebre sequenza latina è stata concepita proprio nel segno dell’ospitalità accogliente: essa ha influenzato la cultuta cristiana aquileiense, divenuta casa ospitale di tanti popoli.

  • BertioloVircoCh

    A lui, per i funerali, ho scritto di getto questi versi che sintetizzano i 1600 anni che stiamo celebrando. Ho cercato di far sprigionare almeno un poco del profumo dell’antico canto che qui ho titolato ALMA MATER. 

  • Signore, il sangue ci ribolle nelle vene

    soltanto a pronunciare il nome di Aquileia,
    l’antica Chiesa, Madre delle Chiese,
    dal litorale all’entroterra ai monti.
     
    Sul fondamento degli apostoli creata
    e rifiorita per il sangue generoso
    dei numerosi santi martiri suoi figli,
    la mansuetudine distinse i Patriarchi.
     
    Dei santi Ermacora, Felice e Fortunato,
    Taziano, Dorotea, Cromazio, dei Canziani,
    di tanti altri ancora è viva la memoria,
    fede che si tramanda come un patrimonio.
     
    Nel Patriarcato, a Cividale è nato l’inno
    dell’ Ubi caritas et amor che la Chiesa
    ha fatto suo nella Liturgia Latina
    e canta il Giovedì di Settimana Santa.
     
    E’ che Paolino, convocando lì il Concilio,
    ha messo nelle strofe il suo programma
    che è preghiera e insieme azione missionaria
    per ricondurre le diversità nell’ Unum.
     
    Dice che pecore venute da ogni parte,
    se formano un sol gregge lo si deve a Cristo;
    il trepidare che si prova a stare insieme,
    solo da Lui ci può venire, il Dio vivente.
     
    “Dei radunati, no, nessuno si disperda!
    Fate attenzione a non dividervi nel cuore.
    Basta con le discordie, l’odio, via le liti
    e che fra tutti noi, diversi, regni Dio.”
     
    “La carità congiunge pure se lontani,
    separa invece la discordia anche in casa.
    Se Cristo ha dato la sua vita per amore,
    il voler bene a Dio è amarci gl’uni gl’altri”.
     
    Raimondo, figlio della Chiesa Aquileiese,
    dispersa in apparenza ma nei cuori unita,
    Dio t’ha voluto altrove come missionario
    dell’ospitalità dei santi Patriarchi.
     
    Cero Pasquale Cattedrale di Gorizia arton988-160x243Con il carisma del gran santo di Granada
    L’hai mescolata, fusa, trasformata in cero
    e la sua fiamma brilla sulla tua persona
    e scalda e accende nuovi cuori alla missione.       (Angelo Nocent)

     

     


    Fra Raimondo con il Santo Padre Giovanni Paolo II 4[1]Raimondo Fabello, frate degli Ospedalieri di San Giovanni di Dio, ha qui le sue radici culturali. Conoscendo la storia delle origini di quella terra che fu sua patria - La Patrie dal FRIÛL - si può comprenderne meglio la cultura ed il temperamento di questo friulano schietto, onesto e coerente con le sue idee e i suoi principi. Ogni giorno ha fatto qualcosa per la sua Patria, ormai "intercontinentale", l'Ordine Ospedaliero. Ma senza mai dimenticare l'umile borgo della sua provenienza. 

    Diaspora per molti corregionali che da sempre partono in cerca di fortuna per il  mondo, la partenza dei Fabello, da una Frazione agricola alla Città, destinazione Mondo, ha un solo nome: missione 

    san_rafael_Salzillo439

    San Raffaele arcangelo con lo scapolare dei frati, l'abito          ricamato di melograni, il cesto di pane per i poveri, il pesce, simbolo della medicina.                                                             
    Quando il dodicenne Adolfo prende il treno per Brescia, la mamma al cimitero, non sa di avere a fianco un angelo: San Raffaele, mandato da Dio per accompagnarlo nelle destinazioni a lui ignote. Parte. E con i quattro indumenti messi insieme nella valigia dalle zie, porta nel cuore un tesoro che non sa di avere e che si tramanda da generazioni.
     
    Lo scoprirà col tempo e di questa segreta fortuna, ereditata in famiglia, ne farà partecipi tutti quelli che incontra.                    

    FRa Raimondo e Fra Pasqual Piles in udienza da Giovanni Paolo II 5[1]

    Non è esagerazione dire che il Fabello, nato a Virco di Bertiolo, un paese sperduto di trecento anime, il giorno  in cui prende il treno per Brescia, apre un solco, genera un nuovo rigagnolo d'acqua che viene dall' Ospitalità dei Padri di Aquileia per riversarsi nell'Ospitalità del Padre di Granada.                             

    Senza rendersene pienamente conto, se non adesso in cielo,  egli è destinato  ha produrre una "fusione" di storia e di carismi per farne un "Cero Pasquale" che illumini la notte del mondo. Dietro gli ordinari avvenimenti, in realtà c'è Dio che tesse i grandi collegamenti fra popoli e culture del pianeta, in una mirabile trama che non finisce mai di stupirci.                                                     

    Da Aquileia che noi sentiamo come  Alma Mater, nutrice della nostra fede, dico "noi" perché m'appartine sia per i natali che per i legami battesimali, - terra celtica, poi romana, ma anche greca, giudaica, siriaca e infine, per tutti, cristiana - si è irradiata la buona notizia di Gesù Salvatore  per vasta regione chiamata - già prima dei Galli - Carnea, che significa la “terra delle pietre, pietre da cui davvero il Signore ha tratto nella pienezza dei tempi nuovi figli di Abramo: una sola terra di montagne, a cui affluiscono da meridione tranquilli itinerari marini,

    mentre sterminate pianure inclinano da oriente e settentrione; un solo nome preistorico e perenne, declinato di volta in volta e tutt’intorno da “popoli, / che” - dice un poeta sloveno -presso qualsiasi ruscello inventano una loro lingua originale”, qui come Cjargne o Carnia, là come Kärnten o Koroška, e i rajn, e Kras o Carso ...  
  •  Vai in  SAN RICCARDO PAMPURI

     Archidiocesis Goritiensis

    Il Duomo di Gorizia

          LA Cattedrale di Gorizia
    Foto per gentile concessione di http://www.isontino.com 
    L'Arcivescovo Metropolita Dino della Chiesa che èin Gorizia
     Dott.ssa Ilaria Tassini IMG_2277a-451
    A cura di Ilaria Tassini:  
     

     

    Don Sinuhe Marotta parroco della cattedrale 2007-ConvegnoCatechisti_017La Parola di  Dio OGGI nella Cattedrale di Gorizia 

     
    Le omelie di Don Sinuhe Marotta Parroco della Cattedrale

    L’«Archivio fotografico dell'Arcidiocesi di Gorizia» Presentazione ...

    Da: http://cattedrale.arcidiocesi.gorizia.it/spip.php?rubrique42

    • Le immagini riguardanti gli Arcivescovi di Gorizia, l'attività della Cattedrale  e le celebrazioni patronali sono state realizzate dallo studio pierluigi.bumbaca.@tin.it di Gorizia per conto della Parrocchia dei Ss.Ilario e Taziano.
    • Foto e testi della Dott.ssa ILARIA TASSINI (nella foto) sono coperti da copyright. Si si ringrazia per l'autorizzazione ad utilizzarle su questo blog.
    • Lo studio è l'unico detentore dei diritti di sfruttamento economico delle immagini riprodotte.  

  •  Susanna Tamarotamaro susanna - vi racconto

     A 30 anni dalla legge 180 (13 maggio 1978) 

     FRANCO BASAGLIA  - L'uomo che restituì la parola ai "matti".

    Franco Basaglia in gruppo 25-02_thorimbert

    Arrivato a Gorizia incontra il per-fet-to ricoverato. 

    Scrive Basaglia:

    • «quello che si presenta completamente ammansito, docile al volere degli infermieri e del medico;
    • quello che si lascia vestire senza reagire, che si lascia pulire, imboccare, che si offre per essere riassettato come si riassetta la sua stanza al mattino;
    • il malato che non complica le cose con reazioni personali, ma si adegua anzi supinamente, passivamente al potere dell’autorità che lo tutela»...

    Un San Giovanni di Dio dei tempi moderni che non sarà mai santo. Perché?

    Con questa faccia te lo vedi sugli altari ?!

    Eppure, mi piacerebbe!

    Basaglia Franco m_be01b7a8e0c01032704e2f20e22bccb2

    il Fuoco si propaga...Grazie, Franco!

    L'anno Cromaziano è una buona opportrunità per ocuparsi di tematiche che interessano ogni giorno di più molte persone del nostro tempo. Con la propria angosca è conveniente entrare in colloquio, ascoltarla e perceprire quato essa ci vuol comunicare. Trasformare l'angoscia  in positivo percependola come un sistema di allarme che ci ricorda i nostri limiti, è possibile. Essa ci segnala che si è radicato in noi un  modello di vita morboso che necessita di revisione.

    Il Santo Vescovo Aquileiese è qui a dire alle donne e agli uomini del nostro tempo che ci sono anche vie spirituali per affrontare la propria angoscia e per liberare il proprio cuore dall'angustia: "Fratelli, desidero proporvi quelle perle preziose delle beatitudini dedotte dal santo vangelo; aprite quindi i tesori del vostro cuore, comprate, ricevete con avidità e possedete felicemente" . (San CROMAZIO d'Aquileia S.41,1) 

     basaglia franco...

     

     

     

     

    Foro

    [in PERCORSO FOTOGRAFICO le città del Patriarcato]
    • Per onorare gli esuli
    • Per rimarginare le ferite della storia  
    • Per ri-edificare nella concordia e nella solidarietà

       
    Madre di Dio Nicopeja
    La Madre di Dio ti accompagni lungo il cammino,
    sia sostegno alla tua debolezza,
    sia luce ai tuoi passi,
    sia dolcezza al tuo cuore,
    finché non ti avrà condotto alla Casa del Padre.
    (Venezia - Basilica di San Marco - Icona bizantina anteriore al X secolo)

    «Noi ti lodiamo... nella memoria di Maria.. prima missionaria del Vangelo.

    •  Guidata dal tuo Santo Spirito si mise in cammino per portare a Giovanni il Cristo, sorgente di santificazione e di gioia.
    • Sospinti dallo stesso spirito, Pietro e gli altri apostoli divennero intrepidi annunziatori del vangelo per la salvezza e la vita di tutte le genti.
    • Ed anche oggi la beata Vergine suscita nuovi araldi del tuo regno: li sprona con l'esempio, li infiamma con il suo amore, li sostiene con la preghiera incessante, perché annunziono in ogni parte della terra il Cristo redentore». (Prefazio sch. 18)
    Ambrogio Vescovo di Milano
     
    >>>  Foto Comitato_nazionale_16_centenario  
     

  • AQUILEIA alma mater

    Per celebrare il XVI centenario della morte di SAN CROMAZIO (408–2008), vescovo di Aquileia, scrittore ecclesiastico e padre della Chiesa, è stato costituito il Comitato “San Cromazio” cui aderiscono le Diocesi cattoliche italiane di...

    • Ricordare la figura di Cromazio di Aquileia, una delle personalità più rilevanti nel mondo ecclesiale del quarto secolo, significa evocare i tratti salienti e peculiari dell’età di Cromazio, la civiltà romana sullo scorcio del IV secolo nei suoi trapassi epocali, l’incontro-scontro del mondo romano con i nuovi popoli che si affacciavano sul confine illirico;
    •  il ruolo di Aquileia crocevia di genti e culture mediterranee e germaniche, la peculiarità della storia ecclesiale di Aquileia, ponte tra l’Oriente, l’Africa e l’Occidente cristiani, l’importanza di Aquileia quale centro propulsore di evangelizzazione cristiana verso il nordest della futura Europa.
    • Significa anche trarre dall’oblio, causato dagli eventi infausti che hanno investito Aquileia e il suo territorio dopo la caduta dell’impero romano, una delle figure di massimo rilievo del IV-V secolo non soltanto della Chiesa di Aquileia ma delle Chiese cristiane orientali e occidenta.

    PER UNA LITURGIA DI POPOLO

    Basilica di Aquileia

    Celebrante: "Fratelli convenuti tra queste antiche mura della Chiesa Madre di Aquileia,  ricche di storia e di tradizione cristiana, cantiamo a piena voce e con cuore unanime la nostra fede nel Signore Gesù, in comunione con la Chiesa Universale.

    Ogni Alleluia ripetuto starà a significare:

    • E’ grande il nostro Dio.
    • Lode a Te nei secoli! 
    • Sì,sì, hai la nostra adesione.
    • Sia benedetto il Tuo nome! 
    • Grazie, Signore, Dio dei nostri padri. . .

    Il solista, (uomo o donna) faccia risuonare nell’assemblea lo spirito che animò i nostri Padri. Essi, in comunione con la Chiesa Apostolica, diffusero il Vangelo tra le nazioni e i popoli del continente europeo. Per Cristo molti diedero anche la vita.

    (Testo di Angelo Nocent - Cantabile sulla melodia di “ O filii et filiae)

  • Solista: Alleluia. Alleluia. Alleluia.

  • Tutti: Alleluia. Alleluia. Alleluia

    1
    La storia delle origini
    è scritta qui, sui ruderi
    Col sangue dei tuoi martiri. Alleluia.
    Tutti: Alleluia. Alleluia. Alleluia. 
    2
    Portate a casa o popoli
    L’acqua che sgorga limpida
    Da questa fonte salubre.Alleluia. 
    Tutti: Alleluia. Alleluia. Alleluia.
    3
    Le pietre qui ci parlano
    di Cristo, delle origini,
    dei primi suoi discepoli. Alleluia.
    Tutti: Alleluia. Alleluia. Alleluia.
    4
    Siamo gli eredi ultimi
    Di un grande patrimonio
    Che si dovrà trasmettere. Alleluia.
    Tutti: Alleluia. Alleluia. Alleluia.
    5
    Qui Fortunato, Ermacora,
    Cromazio ed altri vescovi,
    il Verbo seminarono. Alleluia.
    Tutti: Alleluia. Alleluia. Alleluia.
    6
    Poi missionari intrepidi
    Cristo Gesù diffusero
    Dal mare fino agli Urali. Alleluia.
    Tutti: Alleluia. Alleluia. Alleluia. 
    7
    I figli che ritornano,
    commossi ti riabbracciano
    o Chiesa delle origini. Alleluia.
    Tutti: Alleluia. Alleluia. Alleluia. 
    8
    Lingue diverse parlano;
    ma se i costumi cambiano,
    la nostra fede è unica. Alleluia.
    Tutti: Alleluia. Alleluia. Alleluia.
    9
    Cristo Gesù che convochi
    ad Aquileia il popolo,
    suscita nuovi martiri. Alleluia.
    Tutti: Alleluia. Alleluia. Alleluia. 
    10
    Tra queste mura o Spirito
    Discendi, infiamma i pavidi,
    genera nuovi apostoli. Alleluia.
    Tutti: Alleluia. Alleluia. Alleluia. 
    11
    Onore, lode e gloria
    A Dio trino ed unico
    Nei secoli dei secoli. Alleluia.
    Tutti: Alleluia. Alleluia. Alleluia.

     Aina e Riu in kimono 20060909

    FRIULI & GIAPPONE...SECONDA GENERAZIONE 

     ...Pensando ad Aina Maria e Riu Riccardo  perché sappiano un giorno delle loro radici anche aquileiesi...

  •  
    IL PATRIARCATO 

    LA CHIESA METROPOLITANA

    l Patriarcato d'Aquileia affonda le radici nell'importanza primaziale della Chiesa e della città di Aquileia, che per secoli fu il centro gravitazionale della provincia romana Venetia et Histria. La Chiesa in Aquileia si organizzò in modo definitivo perlomeno dalla metà del III secolo; fu qualificata da numerosi martiri, da vescovi insigni per santità e parola. Dal IV secolo in poi Aquileia, pur nel progressivo esautorarsi dell'impero romano, espresse una fervida e generosa vita cristiana, di cui furono protagonisti insieme con i santi vescovi Valeriano, Cromazio, anche note personalità come lo storico ed esegeta Rufino e il poliedrico Girolamo

  • Quantunque non si conoscano esattamente quali siano stati i primordi del cristianesimo in Aquileia, il legame di comunione con la Chiesa di Roma e con l'impero romano dìoriente trova espressione in quella tradizione, accreditatasi dal VI secolo in avanti -da quando cioè la Chiesa aquileiese si era trasferita sulle lagune di Grado- che ne attribuisce l'evangelizzazione a san Marco, inviato nei territori dell'alto Adriatico dall'apostolo Pietro. Si narra che Ermacora su presentazione dell'evangelista Marco fu consacrato primo vescovo dallo stesso Pietro. Dopo il suo martirio assieme al diacono Fortunato è celebrato quale patrono della diocesi aquileiese. che gli Unni e Attila nel 452 distrussero la cittàromana, la sede patriarcale si trasferì a Grado. Successivamente le sorti della Chiesa aquileiese seguirono l'evoluzione complessa e drammatica dei regni e degli imperi che via via composero la fisionomia storica e politica di queste contese terre orientali d'Italia. Si determinò pertanto una Chiesa aquileiese marittima e lagunare, detta poi patriarcato di Grado che, gravitante dapprima verso l'impero bizantino, fu dal 1451 assorbito dalla potenza di Venezia e dette origine all'odierno patriarcato lagunare.
  • La Chiesa aquileiese del retroterra italico e alpino entrò, invece, a far parte dei territori dell'impero germanico. Dal 1077 parte del territorio diocesano fu organizzata in istituzione politico amministrativa che venne sopraffatta nel 1420 dalla potenza di Venezia. Varie furono le sedi del patriarcato di terraferma: dopo Aquileia, il castello di Cormòns, e quindi dal 737, durante il regno longobardo e l'impero franco, la città di Cividale; qui, su mandato imperiale, operò il santo patriarca Paolino.
    Il patriarca Poppone, agli inizi dell'impero germanico, rinnovò Aquileia facendovi edificare il palazzo, dove i patriarchi e la loro curia risedettero fino agli inizi del XIII secolo.
    Bertoldo di Merania nel 1222 trasferì definitivamente la sede a Udine conservando però il titolo di Patriarca di Aquileia. che dotò di 9000 volumi di vari argomenti su tutte le scienze allora coltivate. Successivamente, il nipote Daniele promosse l'istituzione dell'Archivio della Curia patriarcale e della costruzione di una sala annessa al Palazzo. Pochi anni dopo, il 6 luglio 1751, la bolla pontificia Iniuncta nobis di Benedetto XIV soppresse definitivamente il Patriarcato d?Aquileia e al suo posto, il 19 gennaio 1752, furono istituite le due attuali Arcidiocesi di Udine e Gorizia. I compiti pastorali furono dal papato assegnati all?arcidiocesi di Gorizia (1752) per la parte relativa al territorio imperiale, all'Aarcidiocesi di Udine (1753) per quella rietrante nei domini della Serenissima.
    Nei secoli successivi, e per oltre un millennio fino alla sua destituzione nel 1751, la Chiesa patriarcale di Aquileia -la cui diocesi si estendeva in territorio non solo italico, ma soprattutto in quello sloveno e in parte anche austriaco- fu centro di riferimento ecclesiale per numerose diocesi nell'Italia padana, tanto che Aquileia fu considerata la seconda Chiesa per importanza dopo Roma. 
    Dopo
     
     

    I santi Patroni di Gorizia 

  •  

     Ilario e Taziano martiri
  • clicca Clicca per ingrandire

  • Sant

    Sant

    Il santo popolo di Dio che è in Gorizia

  • Il nome di Ilario (Ilaro o Ellaro), associato a Taziano nel Martirologio geronimiano, coincide con quello del secondo vescovo dei catologhi aquileiesi. Un'antichissima tradizione vuole che il vescovo Ilario e il diacono Taziano abbiano subito il martirio sotto Numeriano il 16 marzo 284. In Aquileia era dedicato a Ilario un martyrium ottagonale, sorto probabilmente già nel IV secolo. Alla fine del VI secolo, per timore dei Longobardi, il patriarca Paolo si rifugiò a Grado, portandovi i corpi dei santi martiri, fra cui quello di Ilario e Taziano. A Gorizia era loro dedicata una chiesa già all'inizio del XIII secolo, che divenne chiesa parrocchiale della città verso il 1460, e, alla soppressione del patriarcato di Aquileia, fu eretta cattedrale della nuova arcidiocesi nel 1751. Gli stessi martiri sono venerati Patroni principali della città di Gorizia. (Avvenire)

    Il nome di Ilario (Ilaro o Ellaro), associato a Taziano nel Martirologio geronimiano, coincide con quello del secondo vescovo dei catologhi aquileiesi. Un’antichissima tradizione vuole che il vescovo Ilario e il diacono Taziano abbiano subito il martirio sotto Numeriano il 16 marzo 284.
    In Aquileia era dedicato a Ilario un martyrium ottagonale, sorto probabilmente già nel sec. IV entro le mura della città. Alla fine del sec. VI, per timore dei Longobardi, il patriarca Paolo si rifugiò a Grado, portandovi i corpi dei santi martiri, fra cui quello di Ilario e Taziano.
    I due santi ebbero larga venerazione ; nella località Gorizia era loro dedicata una piccola chiesa documentata già all’inizio del XIII secolo, che, ampliata, divenne chiesa parrocchiale della città verso il 1460, e, soppresso il Patriarcato d’Aquileia nel 1751, fu eretta cattedrale della nuova arcidiocesi metropolitana allora costituita. Gli stessi martiri sono venerati Patroni principali della città di Gorizia.

    Autore: P. Renzo Bon

  • Lascia questo Altare dei Padri, martiri come Ermacora e Fortunato, come i Canziani, come Crisogono, Proto, Anastasia, Ilario e Taziano, Dorotea, Felice e Fortunato, Donato, Anastasio, Quirino, Floriano... e, mentre le loro reliquie restano custodite nei sacrari memoriali di Aquileia, parte per una missione: inventare nel mondo nuovi linguaggi della Carità Divina.

    NEL SEGNO DELLA CONTINUITA'

    L' Arcivescovo Dino, successore di Cromazio, con i presbiteri e il Santo popolo di Dio che è in Gorizia.

  • VERBUM CARO FACTUM EST 

    021 

    018 

    Veglia Missionaria - «Fame di pane, fame di Dio» Romans d'Isonzo, venerdì 22 ottobre 2004 (foto Vi.A.)  

    039

    MeetingJesus 1 - «I giovani e il loro Vescovo in cammino verso Cristo»

    Cervignano del Friuli, venerdì 28 gennaio 2005

    042 

    031 

    Foto Bumbaca - Gorizia

     

    Dice un poeta sloveno : presso qualsiasi ruscello inventano una loro lingua originale...”.

    Aquileia fu fondata dai Romani come colonia militare nel 181 a.C. in un luogo che era all'incrocio di popoli e traffici commerciali. Fu dapprima baluardo contro l'invasione di popoli barbari e punto di partenza per spedizioni e conquiste militari.

    Collegata da una buona rete viaria, col tempo divenne sempre più importante per il suo commercio e per lo sviluppo di un artigianato assai raffinato. Raggiunse il suo apice sotto l'impero di Cesare Augusto: con una popolazione stabile di oltre 200.000 abitanti, divenne una delle maggiori e più ricche città di tutto l'impero. Fu residenza di parecchi imperatori, con un palazzo assai frequentato, fino a Costantino il Grande e oltre.

     Quando vi giunse il messaggio cristiano (la tradizione parla di una venuta di S.Marco evangelista che portò a Roma S. Ermacora per farlo consacrare da S. Pietro come primo vescovo di Aquileia), esso ebbe rapido sviluppo sotterraneo, tanto da esplodere prontamente appena venne concesso il culto pubblico con l'Editto di Milano del 313 d.C.

    Basti pensare che furono erette prontamente tre grandi aule, lussuosissime, poste tra loro a ferro di cavallo: due principali, tra loro parallele, unite da una trasversale. Ciascuna poteva contenere comodamente da due a tre mila persone: cosa impensabile per un semplice "inizio" di evangelizzazione e per le ingenti risorse necessarie per realizzarle. Queste poi, ben presto risultarono insufficienti per contenere tutti i fedeli, e dovettero essere demolite per far posto ad altre aule più ampie. Infatti troviamo che, qualche decina di anni più tardi (verso il 345), partendo dalle fondazioni dell'Aula Nord, fu eretta una molto più ampia (lunga ben 70 metri e larga 31: 5 metri più lunga di quella che vediamo), la più vasta in assoluto per Aquileia: quella che nel 452 d.C. fu distrutta da Attila e mai più risorse. Anche l'Aula Sud, ampliata sotto il vescovo Cromazio rimase semidistrutta dall'invasione degli Unni.

    A questo punto c'è da notare una caratteristica tipica e unica di Aquileia: tutte le varie basiliche erano strettamente a forma rettangolare e senza abside.


    Quando i figli degli scampati e degli esuli ritornarono ad Aquileia e pensarono ad una ricostruzione, volsero l'attenzione alle strutture residue dell'Aula Sud, che ancora fu ampliata in lunghezza e larghezza: saranno le fondazioni di quest'ultima a fare da supporto, dopo un lungo periodo di completo abbandono (dai Longobardi all'800), alla costruzione di una vera e propria basilica, come noi l'intendiamo, e che sommariamente costituisce il perimetro di quella attuale. Quest' opera fu portata a termine dal vescovo Massenzio (811-838), con l'aiuto finanziario di Carlo Magno.

    Successivamente però, prima gli Ungari e poi un terremoto (988) la resero inagibile. Resti del pavimento in mosaico di questa basilica si possono esplorare attraverso due botole: una presso l'altare al centro del presbiterio e l'altra presso il sarcofago di San Pietro.

  • *
  •  
     
  •  

     

    *

    Vai all'immagine a grandezza naturale

    clicca per ingrandire

  •  
  • LITANIE DEI SANTI AQUILEIESI 

    • Santa Maria, Vergine delle Grazie
    • San Giovanni Battista, precursore del Signore
    • San Giuseppe, custode del Redentore
    • San Pietro, principe degli apostoli
    • San Marco, evangelista e padre della nostra fede
    • Santi Ermacora e Fortunato, protettori della nostra Chiesa

    • Santi Ilario e Taziano, coraggiosi martiri di Cristo
    • Santi Felice e Fortunato, «ornamento» della città di Aquileia
    • Santi Canzio, Canziano e Canzianilla, fratelli anche nel martirio

    • San Proto, educatore nella fede
    • San Crisogono, «martire beatissimo»
    • Santi martiri di Aquileia, nostri modelli di vita

    • San Pio I°, aquileiese successore di Pietro
    • San Valeriano, tenace difensore della verità cristiana
    • Sant'Eliodoro, primo vescovo di Altino

    • San Cromazio, «dottissimo» pastore del suo popolo
    • San Niceta, vescovo saggio e buono
    • Santa Colomba, «vergine consacrata a Dio»

    • Beato Ratchis, illuminato duca del Friuli
    • Beato Paolo, arcidiacono e illustre letterato
    • San Paolino Patriarca, maestro di sapienza e pastore premuroso

    • Sant'Anselmo, duca del Friuli e abate di Nonantola
    • Beata Benvenuta Boiani, donna forte in ogni prova
    • Beato Odorico da Pordenone, apostolo dei Cinesi

    • Beato Bertrando, patriarca amico dei poveri
    • Beata Elena Valentinis, modello delle madri cristiane
    • San Luigi Scrosoppi, vero padre delle «derelitte»

     Fra i martiri aquileiesi si annoverano:

    • Eufemia,
    • Tecla,
    • Dorotea ed Erasma;
    • Felice,
    • Largio e Dionigi;
    • Anastasio;
    • Donato,
    • Vetusto,
    • Romolo e Silvano;
    • Ciriaca,
    •  Musca e Maria;
    • Agape,
    • Chione ed Irene.

    Il primo edificio di culto cristiano aquileiese fu edificato nel 313 d.C. dal vescovo Teodoro. Era costituito da tre grandi aule rettangolari poste a ferro di cavallo, dal battistero e da ambienti di servizio
    Le due aule parallele (teodoriana sud e teodoriana nord) erano mosaicate ed adibite alla celebrazione della messa e all’insegnamento delle Sacre Scritture; la sala trasversale, pavimentata a cocciopesto, veniva invece utilizzata come collegamento tra le due aule precedenti. 
    Verso la metà del IV secolo l’aula teodoriana nord subì un notevole ampliamento allo scopo di contenere un numero sempre più grande di fedeli (aula post-teodoriana nord). Accanto venne costruito un nuovo battistero con vasca esagonale. Detta aula venne distrutta dagli Unni di Attila nel 452 d.C. e mai più ricostruita. 

  •  

    Successivamente anche l’aula teodoriana sud venne trasformata in un edificio a tre navate con un grande battistero di fronte al suo ingresso principale (aula post-teodoriana sud). 
    Nella prima metà del IX secolo il patriarca Massenzio volle avviare i primi lavori di ristrutturazione di quest’ aula creando il transetto, la cripta degli affreschi (sotto il presbiterio), il portico e la Chiesa dei Pagani.